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Tweak says, "Venice at sunset."

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Gloria ღ ([info]antar82) wrote,
@ 2008-03-21 20:55:00
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Roswell // Fanfiction // They Must Never Be Apart (M/L, Z/L, Z/Av, Z/My, A/I, M/M, K/T) // cap.13


Part 13 - Venere

Max si svegliò prima di Liz. Cominciava ad albeggiare. Erano stretti in un tenero abbraccio, e non avevano freddo, perchè il calore dell'altro riscaldava i loro corpi e i loro cuori. I loro battiti e i loro respiri erano diventati quasi uguali, come se fossero un'unica entità indivisibile.
Max teneva tra le sue braccia Liz, e si fermò ad osservarla: era così bella. Gli piaceva tantissimo anche restare lì, immobile, insieme a lei, sentire il suo respiro al suo fianco. Il suo respiro era l'alito vitale di Max. Non avrebbe voluto essere in nessun'altro luogo in tutto l'universo conosciuto e sconosciuto. Il suo posto era lì, con Liz. "Sì, è così. Io, lei e nient'altro." pensò.

*ALL YOU WANT-DIDO*

Dopo aver passato un bel po' di tempo in questa posizione, delicatamente si scostò da lei, e senza svegliarla, si alzò dalla sedia sdraio in cui si trovavano. La sollevò, e la riappoggiò alla sedia, con calma, tenendola tra le forti braccia. Liz sembrava un piccolo cucciolo in braccio a lui. Indifeso. Ma Max sapeva bene che Liz non era debole: Liz era un concentrato di forza intellettuale, e morale. Ma anche i forti hanno bisogno di appoggio. Anche lui credeva di poter tenere tutto sotto controllo, tutto sopra le sue spalle, di poter fare tutto da solo. Ma non era così. Lo aveva capito: è necessario capire quando si ha bisogno di aiuto e chiederlo. Liz lo aveva fatto. E lui ora voleva dare il suo totale appoggio a lei.
Entrò nella camera, cercò una coperta, e la portò sul terrazzo, coprendo la ragazza con un solo gesto. Liz arricciò il naso, ma continuò a dormire. "Dormi, amore mio." Rimase a guardarla incantato, seguendo il suo profilo...provò di nuovo a fantasticare riguardo al loro futuro, e questo gli fece venire un po' di tristezza. "Perchè non possiamo pensare come tutti i ragazzi al nostro futuro? Niente progetti, niente viaggi, niente pensieri leggeri...Perchè possiamo pensare solo al presente?...Anche se il presente mi basta, se sono con te...io voglio di più...voglio il futuro..."
Cercò di pensare ad altro, riaprì il libro di scienze: e osservò l'Ariete, quando aveva la forma a V. V. Venere. Un caso? Sempre un caso? Un caso che Venere sia per lui la sua Liz?

-I miei genitori sono fuori per il weekend. Sono ad un campeggio per osservare le stelle. Qualcosa riguardo a Venere nel cielo del mattino.
-Credevo che lei fosse qui di fronte a me.


Max non aveva dimenticato uno dei pochi e graziosi momenti felici, veramente felici, della loro storia. E non aveva dimenticato di credere che Liz fosse la sua Venere. "O c'è un insieme infinito di coincidenze, o stiamo per arrivare a capire qualcosa importante del nostro passato."
Prese in braccio Liz, e la portò nel suo letto. Sentire il suo esile corpo fra le sue braccia gli provocava i brividi. Cercò di non svegliarla, ma lei aprì gli occhi.
-Max...-
-Shh...continua a dormire...-
-Dove stai andando?-
-Liz, devo andare ora, col sole del mattino...nessuno deve sapere che abbiamo dormito insieme...-
-Ok...-
-Continua a dormire, ci vedremo a scuola...-
In tutta risposta, Liz accennò un dolce sorriso...
-Arrivederci, Romeo.-
-Ci puoi contare, Giulietta...-
Max posò per un leggero bacio le sue labbra su quelle di Liz, e le appoggiò la coperta sul corpo. Liz ricominciò a dormire...anche se sentiva la mancanza del battito del cuore di Max vicino a lei.
Prima di andarsene dal terrazzino, Max posò l'occhio sulla scrivania. In bella mostra si trovava il diario di Liz. La tentazione di leggerlo era forte, ma non lo fece...girò la pagina, evitando di leggere anche solo una frase...non voleva essere sleale, voleva solo farle un regalo. Nelle nuove pagine bianche, scrisse qualcosa, e poi lo lasciò aperto. E se ne andò.
Liz riaprì gli occhi poco dopo. Aveva sentito i passi di Max andarsene nel suo sonno ormai leggero. Le venne voglia di leggere il suo diario, e di aggiungere magari qualcosa. Lo trovò aperto sulla scrivania...non era nella posizione in cui l'aveva lasciato...che lo avesse letto? No, non era possibile, Max non l'avrebbe mai fatto...ma lei un giorno glielo avrebbe fatto leggere, donandogli l'unico segreto di lei che ancora Max Evans non conosceva...nelle pagine bianche si trovava questo:

Venere
La stella più luminosa sul mio orizzonte
Un miliardo di stelle
Brillano nel mio cuore
Ma un miliardo di chilometri
Ci dividono.

Venere
Splendi per me
Come la luce
Di una stella lontana
Il tuo amore
Naviga tra le onde
E l'onda del tuo tempo
Per sempre correrà con la mia.

Max

p.s. io ti amo, mia Venere


Liz sorrise. Questi gesti, queste attenzioni dolci, erano così tipicamente "da Max". Come avrebbe potuto privarsene? Semplicemente non avrebbe potuto.


Max arrivò a casa sua. Entrò dalla porta principale, e nel salotto vi trovò Zan e Ava, addormentati sul divano, ognuno sdraiato da una parte differente.
Max roteò gli occhi, vedendo il mucchio di patatine e pop-corn sparso sul tavolino. Tirò via i resti del loro festino, e portò una coperta anche a loro. Poi andrò nella sua camera, e trovò che la casella della segreteria indicava due, e non un solo messaggio come si aspettava. "I miei mi avranno telefonato...chissà che volevano..."
Cliccò il tasto per sentire i messaggi:

"Ciao, sono Max. Ora non sono in casa, puoi lasciare un messaggio." Beep
-Ciao, sono Max. So che siete in casa...beh, per stasera vi è andata bene, potete ancora stare nella mia camera...sto da Liz, ci vediamo domani. Ciao-


Max sorrise al desiderio di ripetere quella frase all'infinito..."sto da Liz...sto da Liz...". Passò al secondo messaggio.

"Ciao, sono Max. Ora non sono in casa, puoi lasciare un messaggio." Beep
-Pronto Max? Sono Tess. Volevo solo chiederti se domani ci possiamo vedere. Ho trovato quel libro. Ciao-


Max era sbalordito, usò il rewind per essere sicuro di aver capito bene...il libro che forniva tutte le risposte...Tess l'aveva ritrovato. Sì, ora avevano in mano qualche elemento nuovo...forse gli era sfuggito qualcosa la prima volta che l'aveva letto...era così ripugnato dall'idea di una predestinazione, da quell'obbligo che pendeva su di lui, su di loro...era confuso da tutte quelle novità sulla loro vita passata, che avrebbero condizionato l'idea che si era fatto del suo futuro...forse non aveva colto l'essenza del libro. Prese in mano il telefono.

Casa Valenti.
Kyle, dal divano sentì squillare il telefono...si girò dall'altra parte, cercando di ignorarlo...ma il telefono continuava a squillare...alla fine cedette, e con ancora la coperta addosso, che gli copriva la testa andrò a rispondere, assonnato...
-Pronto?- disse con una voce che pareva venire dal mondo dei sogni...
-Pronto? Kyle, sono io. Max.-
Kyle guardò l'orologio di casa...segnava le 6.00 del mattino...che cosa voleva Evans a quell'ora?
-Fantastico, Max. Grazie della sveglia, adesso ho due ore di tempo per prepararmi...ti rendi conto dell'orario? Non ti hanno insegnato quella cosa che sia chiama "educazione" sul tuo pianeta? Sono le 6 del mattino, santo cielo! Spero che tu abbia un motivo importante per questa telefonata...un'invasione, o giù di lì...-
Kyle era completamente sveglio...gli era uscito tutto in una volta...era molto irritabile appena svegliato...gli faceva ridere il pensiero di quel fiume di parole che aveva investito l'alieno, che ora non avrebbe saputo per qualche secondo che cosa rispondere...infatti, dopo un attimo di silenzio...
-Scusami, tanto...non mi sono reso conto dell'orario...davvero...è...che ho ricevuto un messaggio importante da Tess, e volevo parlarle subito...-
-Non riuscivi ad aspettare di vederla a scuola...-
-No...cioè, sì, la aspetterò domattina...-
-Le riferirò la sollecitudine con cui l'hai chiamata...-
-Potresti dirle se ci possiamo vedere prima della scuola, prima di entrare, in un posto sicuro...e che porti il libro...-
-Ah, è per quel libro?-
-L'hai visto?-
-L'ho ritrovato io...-
-Ah...l'hai sfogliato?- chiese Max, imbarazzato, senza sapere perchè...non voleva che Kyle lo vedesse, che sapesse fino in fondo che lui era stato programmato...costruito per Tess...o forse per qualcos'altro, qualcosa di più profondo e importante...
-Sì...poche immagini, ma siete carini nei ritratti...perchè?-
-Niente...-
-Max...so che è molto importante quel libro per voi, sono contento di averlo ritrovato così potete consultarlo e chiedere risposte...-
-Spero che tu riesca a riprendere sonno, Kyle...scusami ancora...-
-Ho seri dubbi sul fatto che riuscirò a dormire...comunque ormai non importa più...ciao Max.-
-Ciao.- e chiusero la telefonata.


Michael andò a bussare alla finestra di Maria molto presto quella mattina.
Lei cominciò a sentire i tocchi forti del ragazzo sul vetro, e pian piano si svegliò, dapprima impaurita da quel rumore, poi, non appena visto il volto del visitatore, andò ad aprire la finestra trascinando i piedi immersi nelle pantofole a forma di Bambi che stava indossando, insieme alla sola camicia da notte bianca, con una fantasia di alieni verdi...un altro dei prodotti della madre...aveva i capelli biondi scompigliati, il volto assonnato, con un'espressione poco amichevole...
-Michael Guerin, nessuno ti ha mai comprato un orologio?-
Michael si era fermato a guardare la ragazza...come al solito sentiva la roccia che componeva il suo cuore dissolversi di fronte a lei...
-Forse ti hanno anche rubato la lingua...-
Michael non resistette, e prendendole il viso tra le mani, le regalò un profondo bacio, a cui lei rispose con uguale passione.
-Ehi, Mikey G., mi stavo sbagliando...grazie della dimostrazione pratica...-
-Mi piace dare lezioni...- rispose Michael. Maria gli sorrise.
-Lo sai che per colpa tua ora tutti mi chiamano Mikey G?-
-Te lo meriti...se fossi stato più lontano da quella vipera, nessuno mai ti avrebbe chiamato così...-
-Quante volte ti dovrò chiedere scusa?-
-Almeno ogni volta che mi tornerà in mente l'idea di te e lei...brr...bleah...-
-Basta parlare di Courtney...o forse no...in un certo senso...-
-E' tornata? Sei qui per dirmi che è tornata? Non posso crederci...è un incubo terribile, ora mi sveglierò e sarò sola in questa stanza...-
-Maria, non lo so...io sospetto di quell'uomo.-
-Che uomo? Ah...Mister X...che cosa c'entra con la serpe?-
-E se fosse lei con un'altra forma? Non sappiamo niente di questi Skins, se non che si stanno squamando, e che hanno bisogno del Granilith. Quell'uomo è troppo misterioso intorno a noi...dobbiamo scoprire cosa vuole...-
-Michael, non ti avevo già fatto capire che io ho paura?-
-Maria, ti ricordi la premiata ditta investigativa M&M?-
-Michael...-
-Siamo forti insieme...una bella squadra...-
-Sì, ma solo perchè la mente del gruppo, cioè io, ha intuito...se fosse per te...-
-Ho bisogno del tuo aiuto nella mia ricerca...me lo darai?-
Michael glielo aveva confessato. Aveva bisogno di lei...e quando lui glielo chiedeva in quel modo, non poteva non dirgli che sì...
-Ok...quando cominciamo?-
Michael le sorrise...-Appena sarai pronta...come mai vai a dormire con una camicia da notte piena di mie foto?-
Lei fece finta di essere offesa: -Divertente. Molto. Peccato che questo non sia tu, ma Max. Questo è il ritratto di Max.-
-Non ci credo...- le sussurrò ad un orecchio Michael abbracciandola da dietro, ponendo le sue braccia attorno alla sua vita, e stringendola in un abbraccio caldo.
-Va bene, lo ammetto. Sei tu Spaceboy. Adoro questo tuo fotogramma, anche se sei venuto un po' maluccio...- e si girò per concedergli un bacio.


Zan fu il primo a svegliarsi. Mosse delicatamente le gambe, per non schiacciare il corpo di Ava, incastrato col suo, e scese dal divano. Dopo un grosso sbadiglio, sentì dei rumori provenire dalla cucina degli Evans. Arrivò, è vi trovò Max che armeggiava ai fornelli, per preparare la colazione a tutti e 4.
-Lascia stare, capo.-
-Zan, buongiorno. Non chiamarmi così, mi fa diventare nervoso-
-Va bene, schiappa. Preferisci così?
Max lo guardò con un'espressione sul volto "Ehy, certo che no", ma non disse nulla, si versò solamente un bicchiere di spremuta.
-Allora, com'è andata la calda nottata?- chiese sorridendo...
-Zan, chiariamo due cose: non ti devo nessun tipo di spiegazione...-
-Ho capito...non è successo niente...e noi che tifavamo per te...- sospirò...
Max gli lanciò un'occhiata di fuoco...:-...in più ho fretta, perchè devo vedere Tess, ha ritrovato quel libro.-
Zan osservò Max. "Il libro...Myral..."
-Quindi forse finalmente riusciremo a studiare quel famoso libro del destino...sai, il nostro protettore ci ha sempre parlato di questo destino da adempiere...ma non me n'è mai fregato niente...io sto con Ava, solo perchè ci voglio stare, non perchè qualche stupido libro me l'ha detto...-
Max si aprì in un bel sorriso:-Vedi, su questo punto andiamo tremendamente d'accordo...insomma, non esiste che qualcuno mi obblighi a una cosa del genere...-
-Ma noi siamo i Re, dovremmo obbedire ai nostri doveri.-
-Io adempio al mio dovere. Combatterò i nemici...vincerò, e riporterò la pace su Antar.-
-SuperMax al vostro servizio.-
-Non fare lo scemo.- e tirò a Zan addosso l'asciugapiatti che stava adoperando. -Ma farò tutto questo insieme a Liz.-
-Già...- Zan pensò a Liz, e poi a Myral. Anche lui aveva il diritto di sapere che cosa significavano i suoi ricordi...-dimmi qualcosa di più su Tess. Che tipo è?-
-Tess...beh, dunque...un tipo...tranquillo, a volte è un po' oppressiva, ma è a posto...è una di noi, del resto...-
-Sì, ma...è diversa da Ava...-
Max convenne che era vero...Ava era completamente diversa...-Beh, sì...ma anche Lonnie e Rath lo sono da Isabel e Michael...che cosa intendi?-
-Intendo che è strana...-
-Non è molto felice in questo periodo...dopo che io e Liz...no, è da prima...è cambiata, ma tutti abbiamo dei periodi non facili...- Max ripensò al suo "piccolo inferno" appena concluso...
-Sarà, ma non mi piace...è una sensazione che ho provato appena l'ho vista...e anche Ava la pensa così, me lo ha detto ieri sera...quando abbiamo sentito la sua telefonata...perfino la sua voce ci ha fatto venire una brutta sensazione...c'è qualcosa che non va in lei...-
-Senti, ci abbiamo messo un po' di tempo ad accettarla, anche perchè subito ci ha spaventati tutti, e ha usato dei metodi...ehm, poco ortodossi...per farsi notare...ma ora è tutto a posto. Lei mi ha aiutato ad uscire dalla stanza bianca, lei mi ha aiutato quella sera sulla panchina...mi fido.-
-Tieni gli occhi aperti, però...fidati anche di noi.- e gli pose una mano sulla spalla.


Max fece il viaggio verso la scuola ripensando a quello che gli aveva detto Zan. Ava non si fidava? Ma perchè? Lui doveva fidarsi. Lei aveva il libro, forse la chiave di tutto. Cercò di essere carino con lei appena la scorse, con il suo viso imbronciato.
-Ciao Tess. Come va?-
-Bene. Kyle mi ha detto della tua telefonata notturna...-
Max e Tess sorrisero...-Appartiamoci.- disse lei, tirandolo per la manica...
Si nascosero dietro un albero nel giardino della scuola.
-Ecco il tuo tanto desiderato libro...mi potresti dire almeno perchè lo volevi così tanto.-
Max rimase colpito dalla durezza del suo modo di fare.
-Tess, tu l'avevi perso. Era una cosa grave, perchè noi te l'avevamo affidato. Non credo dovresti parlarmi in questo modo.-
-Va bene. Scusatemi sire, non volevo turbarvi.-
-Lasciamo stare. Sediamoci, e sfogliamolo...tu sai così tante cose, magari potresti spiegarmi anche qualche parola scritta qui...-
-Io non so una parola di antariano, mi spiace...-
-Proviamoci lo stesso, mi basterebbe una parola...un ricordo...-
Si sedettero, e Max cominciò a sfogliare quelle pagine dure e traslucide...era come se lo ricordava...pieno di disegni di loro quattro, e di quei strani simboli, che per lui non significavano nulla, se non la sensazione di riconoscerli nel profondo di se stesso...mancavano le pagine in cui era spiegato il funzionamento del corpo umano...
-Mancano quelle pagine in cui si spiegava...beh, come non arriva la cicogna...-
Tess lo guardò fredda, ma sorpresa...-Non so di che cosa tu stia parlando...-
-Sarà stata un'altra delle tue diavolerie dell'inizio...-
Tess lo guardò, ma non disse nulla...Max arrivò alla pagina in cui si trovava la scritta ZIL, cioè Myral, che ai suoi occhi si stagliò sopra le altre parole...avrebbe giurato di vederla brillare..."che memoria fotografica che ha Iz, come ho fatto a non notarla prima...è così evidente..."...la toccò delicatamente, indicandola poi a Tess...
-Ti dice qualcosa questa parola?-
Tess lo guardò fissa negli occhi scuri...

(continua)



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