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Tweak says, "See you in hell, dinner plate!"

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Gloria ღ ([info]antar82) wrote,
@ 2008-03-21 20:57:00
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Roswell // Fanfiction // They Must Never Be Apart (M/L, Z/L, Z/Av, Z/My, A/I, M/M, K/T) // cap.14



Part 14 - Rivelazioni

-No...quella parola non vuole dire nulla per me...cosa dovrebbe ricordarmi secondo te? La nostra vita passata? Il nostro amore che tu ti ostini a rinnegare?- esclamò Tess..."Myral di mezzo anche qui..." pensò...
-Fai conto che non te lo abbia nemmeno chiesto...- Max, richiuse il libro, e fece per metterlo nello zaino...
-Scusami...-
-Tess...-
Tess gli aveva preso le mani tra le sue...-Perchè non ti ricordi?-
Max la guardò un attimo avrebbe voluto esclamare:"Forse perchè non è mai stato vero...", ma si ricordò della sua versione futura che implorava Liz di avvicinarlo a lei, e le disse semplicemente:-Forse perchè non deve andare così...non possiamo scegliere le circostanze, ma possiamo scegliere come affrontarle...questo è il destino...-
E, lasciandole le mani, si avviò verso l'entrata della scuola, con lei che camminava al suo fianco, leggermente più indietro di lui...lei lo sentiva sempre più lontano...lui la sentiva sempre di più un'estranea...come se non l'avesse mai conosciuta, in nessuna delle sue due vite...forse Zan e Ava avevano ragione...possibile che il bene di due pianeti dipendesse da lei?


Michael e Maria si erano appostati fuori dal Crashdown, per seguire i movimenti del signore dai capelli bianchi. Stava facendo colazione al locale, come tutte le mattine, e poi si sarebbe diretto da qualche parte, e loro, insieme, avevano deciso di seguirlo.
-Forse sarà questo il nostro lavoro da grandi: apriremo un'agenzia investigativa, e faremo i detective...-
-Sicuramente...e lavoreremo a stretto contatto con l'FBI, in modo che un giorno si ricorderanno che sono un alieno...-
-Ok, forse non era una grande idea...la fonderò da sola...Michael, sta uscendo!-
Michael rivolse lo sguardo, che teneva al di sotto di un paio di occhiali da sole, sull'uomo che stava uscendo proprio in quel momento dal Crashdown...
-Ok, seguiamolo...-
Insieme cominciarono a seguirlo con un certo margine di distanza. Michael e Maria si tenevano per mano, mentre cercavano di non perderlo dietro una delle vie di Roswell.
Ad un certo punto l'uomo arrivò davanti ad un edificio, e vi entrò.
-E ora...ora che facciamo, eh? E' entrato lì, non possiamo certo andarci anche noi...- disse Maria, preoccupata...
-Shh...sto pensando ad una soluzione...cara, perchè no?- sorrise Michael...
-Perchè no "cosa"? Non abbiamo un mandato, Sherlock Holmes...-
-Possiamo sempre usare uno dei miei soliti trucchi...-
-Dio ci salvi, allora!- esclamò Maria, seguendo il ragazzo che si era mosso spinto dalla nuova idea...


Il signore si trovava all'interno del suo appartamento, da poco affittato. In mano reggeva un ciondolo, che non riusciva a non guardare. Era come rivivere continuamente tutto quello che era accaduto, e che doveva accadere. A volte era un peso per lui tenersi tutto dentro, proprio ora che si era ricordato ogni cosa. Il perchè. Ma come avrebbe potuto guadagnare la loro fiducia? Si limitava ad osservare da lontano, aspettando. A lui non era permesso di sbagliare di nuovo.
Se solo l'avesse capito allora, avrebbe evitato tutta questa sofferenza...ma non era successo, e doveva reggere il peso del rimorso. Gli era stata concessa un'altra possibilità, ma l'aveva quasi buttata via di nuovo. E poi, d'un tratto, aveva capito cosa fosse il destino, e come si stesse compiendo anche senza il suo aiuto.
Riiiiiiiing
Al suono del campanello, il signore si alzò, e si diresse verso la porta. Sarebbe stato il solito postino, o un fattorino, o forse un semplice venditore.
Non avrebbe mai pensato di trovarsi di fronte a...


Liz era andata a scuola quel giorno, era ritornata. Non aveva avuto nessuna lezione insieme a Max quel giorno. Si sentiva fresca, e stava bene. Aveva consegnato i compiti, che Max aveva svolto per lei il giorno prima, e si diresse verso la porta dell'aula. Prima di uscire, sentì nel corridoio una voce, e avvertì un senso di vertigine, tanto che dovette appoggiarsi allo stipite della porta.
Era la voce di Tess. Ma in quel momento le era sembrata strana, sinistra. E soprattutto, continuava a ripetersi all'infinito nella sua mente, fondendosi con un'altra voce, molto più dolce...
Liz avanzò di un passo, impaurita da quello che stava provando, ma determinata a scoprire cosa significasse, entrò nel corridoio della scuola, e vide in lontananza Max e Tess, che stavano parlando. Vederli vicini la rese nervosa, ma a giudicare dalle loro espressioni non doveva preoccuparsi di nulla. Max si guardava intorno, come se stesse cercando qualcuno; Tess cercava di parlargli, ma si rendeva conto di non avere la sua piena attenzione. Non appena il volto di Max scorse Liz, si illuminò di luce riflessa, e si avviò verso di lei, mentre Liz faceva lo stesso...
-Liz, ho il libro...devi vedere assolutamente una cosa...-
-Ciao, Max. Ho ricevuto il tuo messaggio stamattina...- si avvicinò al suo orecchio e sussurò -ti ringrazio- e rimasero per un attimo vicini, così vicini che potevano misurare l'intensità dei loro respiri...Max le accennò un piccolo sorriso per farle intendere di aver capito a cosa si riferisse...
-Ciao Liz, come stai? Meglio, spero. Kyle mi ha raccontato del tuo malore...- la voce di Tess era stridente in quel momento di pura magia...e risvegliò Max e Liz...
-Ciao Tess. Sto meglio, grazie.-
-L'importante è questo, no? Ora devo andare. Vi saluto...- e se ne andò, colpita da quello che aveva visto...."di nuovo...quell'energia incredibile...è tornata...Max ha ricordato Myral, dobbiamo intervenire..."...
-Liz, c'è il tuo nome! C'è il tuo nome nel libro...se solo riuscissi a leggerlo...Tess non si ricorda niente di quella lingua...nessuno di noi può farlo...ma forse in te è spiegato tutto...forse tu sapresti leggerlo...-
-Max...Max, calmati...prima di tutto non dobbiamo parlarne qui, in mezzo al corridoio...e poi io non so leggere quel libro...-
-Di che libro state parlando?- intervenne la professoressa White, di letteratura, che passava per il corridoio in quel momento...aveva sentito senza volere la conversazione tra i due, e poichè conosceva bene Liz Parker, un'alunna modello, si era incuriosita riguardo ad un libro "che non sapeva leggere"...
-Scusatemi, non volevo essere importuna...- si affrettò a dire, dopo aver visto i loro occhi imbarazzati...
-Oh, no, signorina White, è un libro di...- cercò una scusa Liz...
-...fisica. Fisica aerospaziale. Stavo chiedendo a Liz se poteva aiutarmi a studiare un libro su questo argomento, e avevo pensato a lei perchè è brava in ogni cosa...ma mi stava spiegando come non sia molto esperta in questa cosa...coltiverò da solo questo nuovo interesse...- Max disse tutto d'un fiato questo discorso, cercando di dargli un senso che non aveva.
-Ok, ragazzi...scusatemi, non mi impiccerò più...- e si allontanò...i due ragazzi sospirarono...
-Bravo, Max. Fisica aerospaziale? Ma come t-
-E' un mio desiderio...-
-Ma tu sei un al...un cecoslovacco, non un astronauta...-
-In un certo senso sono il primo uomo ad aver viaggiato nello spazio, se vogliamo essere precisi...scusami, il primo mezzo uomo- sorrisero...-Come mai tutto questo interesse per il libro, secondo te?-chiese Max...
-Siamo stati troppo imprudenti noi a parlarne qui. Lo guardiamo insieme più tardi...Penso che la sua fosse solo curiosità, abbiamo parlato a voce troppo alta.-
-Allora, ci vediamo nell'intervallo tra la terza e la quarta ora, nel giardino.-
-Va benissimo, Max...- Liz cominciò ad indietreggiare...
-Allora...- aggiunse Max, esitando ad allontanarsi da lei...
-A dopo...-
-Ciao...-
-Max!...Ciao...- Liz sorrise...questo momento le ricordava uno dei primi giorni dopo che Max le aveva salvato la vita...quando entrambi cercavano ogni tipo di contatto a scuola...quei momenti casuali, ma casualmente causati dalle loro volontà...
Max non riusciva a staccarsi da lei, nemmeno se voleva semplicemente dire dirigersi da parti opposte del corridoio...


-Salve signore! Stiamo facendo delle offerte porta a porta, vendiamo caramelle Candy, per beneficienza, beninteso. Per i bambini orfani di Roswell, New Mexico. Sarebbe così gentile da farci entrare...- Michael aveva tentato di essere convincente, mentre Maria reggeva con volto angelico il pacco di dolci.
Il signore non riuscì a dire di no a loro due...-Prego, entrate pure...se non sbaglio ci conosciamo già...che coincidenza che voi siate qui ora...-
-Già, proprio una bella coincidenza...- disse Maria, con un sorriso finto...Michael le accennò una piccola gomitata nel fianco, e si addentrò nell'appartamento. Era molto sobrio, e poco illuminato. C'era proprio il minimo mobilio indispensabile.
-Allora, signore...cosa desidera? Quanto pensa di offrire per questa iniziativa?-
-Ci penso, intanto volete che vi prepari qualcosa?-
-Due succhi di frutta andrebbero bene, signore...- disse Maria...cominciava a sentirsi a suo agio lì dentro...che si fosse sbagliata sul suo conto? Quello non c'entrava proprio niente con Courtney...Maria si sentiva di saper leggere bene le persone...
-Va bene, dolcezza...come va al Crashdown? Lavorate lì quasi tutti i giorni, no?-
-Già...va bene, c'è il solito tran-tran...-
-Come mai siete a casa da scuola, stamane?- disse l'uomo mentre portava loro i due succhi.
-Ehm...questa iniziativa è tenuta in conto dalla scuola. Cosa vuole che siano poche ore perse per la scuola di fronte ai problemi dei più piccini?-
-Giusto, ragazzo...ho pensato di darvi una cifra considerevole per questa bella iniziativa...-
-La ringraziamo vivamente, signore...- disse Maria, sorridendogli, corrisposta dallo sguardo dolce del signore...
Michael si era alzato, e aveva cominciato a camminare per la stanza, curiosando qua e là...in cerca di qualcosa che lo collegasse a Courtney...la sua attenzione si fermò su un quadro...
-Lo ha dipinto lei questo?- Michael notò che sul bordo destro si leggeva il nome "Tires"...non gli sembrava la prima volta che sentiva questo nome...
-Sì, qualche anno fa...cosa ne pensi?-
Michael era rimasto colpito dal paesaggio descritto...non era nulla che lui avesse mai visto sulla Terra...era colorato in una maniera emozionante, e gli provocava nostalgia...di casa...
-Mi piace moltis...- stava terminando di esprimere la sua opinione, quando notò il ciondolo a spirale, appoggiato sulla credenza...anche l'uomo si rese conto che l'aveva visto...
-Cosa ci fa questo qui??? Maria, corri...-
Maria si alzò di scatto, e corse dietro a Michael...lui aveva si teneva pronto a tirare su la sua mano, per colpire, se fosse stato necessario...
L'uomo sospirò, poi si alzò lentamente e andò a piccoli passi verso di loro...
-Stai fermo lì!-
L'uomo si fermò, e disse:-E' giunta l'ora che io vi dica tutto, Rath...-

*PARANOID ANDROID-RADIOHEAD*

Sentito quel nome, in Michael passarono mille pensieri, e automaticamente la mano si alzò...-Sei uno skin? Cosa sai di Rath? Chi sei tu?-
-Rath, non colpirmi...non sono uno Skin, ti prego...ricordati di me...-
Michael lentamente abbassò la mano...quei suoi occhi azzurri...-Tires...tu...tu sei Tires...-
-Bravo, ragazzo...ti sei ricordato...-


Max e Liz si trovavano fuori, nel giardino della scuola, all'ombra di un albero. Seduti vicini, stavano per cominciare a sfogliare il libro del destino.
-Eccolo...tu non l'hai mai visto, vero?-
-No...- Liz toccò la pelle di quel libro...sentì come se il suo polpastrello si stesse bruciando...ritrasse quindi la mano...
-C'è qualcosa che non va?- chiese Max, accigliato...
-E' tutto ok, Max...- Liz questa volta prese in mano il libro, lo sfogliò...era una sensazione stranissima vedere tutti quei simboli, che non comprendeva, e che erano il collegamento di Max con il suo mondo...non si sentiva così da quando, da piccola, aiutava, o per meglio dire, tormentava nonna Claudia, mentre cercava di decifrare i simboli dell'antica scrittura indiana. Era bello scoprire...
Max osservava Liz, aspettando che fosse lei a riconoscere il suo nome...all'improvviso Liz notò quei tre simboli in quella pagina, e si fermò, e sicura li indicò:-Myral. E' scritto qui...-
Max sorrise:-Sapevo che tu l'avresti capito subito...ora non ci sono più dubbi...tu...tu sei il motivo per cui io sono qui...- le dichiarò...
Liz era rimasta senza fiato, per il turbinio di emozioni causato da questa affermazione...-Max...Max, non lo sappiamo...potrebbe voler dire che-
-Io sento che è così...- e allungò una mano, lentamente, ma inesorabilmente, per accarezzare la guancia di Liz...lei chiuse gli occhi, e provò ad immaginare che fosse davvero la realtà...


Michael, Maria e Tires si trovavano in piedi, nella stanza, in silenzio da qualche secondo...
-Michael, chi sarebbe Tires?-
Michael guardò Maria, e le rispose:-Tires...Tires è...è il Gran Sacerdote di Antar, il custode della verità sul futuro.-
-Che...che cos'è?-
-Maria...così ti chiami, no? Quel che dice Rath...Michael...è tutto vero. Io sono uno di voi.-
Ora prese la parola Michael...-Ma perchè solo adesso? Perchè ti presenti a noi solo adesso?-
-E' una storia lunghissima...ma è importante che tu la conosca...anche tu Maria, anche tu devi conoscerla...tu mi ricordi tanto la bella Astar...-
-Astar? Era bella?-
-Oh, non era solo bella. Era una delle meraviglie di Antar. Fino a quando non successe che...volete sentire quello che ho da raccontarvi? Ho tenuto questa storia per me per tanto tempo, perchè aspettavo il momento giusto. Ed è arrivato...-


Liz ora stava tornando a casa da scuola. Aveva lasciato Max, promettendogli che si sarebbero visti più tardi. Stava rimuginando su tutto quello che le era accaduto nella mattinata...la lettura del libro, che aveva risposto a parte dei dubbi che avevano, ma ne aveva creati dei nuovi...e quella sensazione spiacevole data dalla voce di Tess...

...Aiutami...Liz, aiutami, ti prego...solo tu puoi farlo...ti prego, sono...

di nuovo si ripresentò quella voce nella mente...era martellante, una richiesta d'aiuto continua...Liz lasciò cadere i suoi libri...e provò a mettersi in contatto col pensiero con quella voce che le si era quasi rivelata...

"Sono qui...dimmi chi sei...dimmi cosa posso fare per aiutarti..."

Attese per qualche secondo, e quando quasi si era convinta che fosse solo la sua immaginazione, arrivò la risposta...

...Ti prego...Liz, sono io, sono Tess...

Questa volta a Liz apparve il volto di Tess, insieme alla formazione a V, con la solita stella che si spegneva...

"Tess? Tess, cosa ti hanno fatto...che cosa ti è successo???"

Liz era spaventata a morte, ma cercava di non farlo capire a Tess. La sua voce era straziante, ma allo stesso tempo dolce, e buona...come quella di Ava, molto diversa da quella che aveva sentito la mattina a scuola...

...Non c'è più tempo...non posso dirti nient'altro...vieni a salvarmi, ti prego...solo tu puoi...

"Dove? Dove devo andare? TESS!"

Ma Tess non riuscì più a rispondere...Liz si lasciò cadere in ginocchio, in terra, stremata, con l'affanno...si trovava in un luogo abbastanza lontano da casa...isolato...ma vicino al deserto...
Provò a ripensare se in quella visione ci fosse stato qualche indizio sul luogo, e vide il colore giallo della sabbia del deserto...non c'era altro tempo, doveva andare velocemente a salvarla...solo lei poteva...
Questa volta sentiva che era diverso da tutte le altre volte, sentiva un legame con lei, qualcosa che si risvegliava, e che lei non aveva mai capito...cominciò a correre verso il deserto...


Mentre Ava aveva deciso che voleva giocare alla donnina di casa, Zan aveva preferito attendere il pranzo facendo un giro per le parti più isolate di Roswell. La città in confronto a New York era una pulce, ma dopo quelle settimane passate lì, si sentiva legato a quel luogo. In fin dei conti, era il primo luogo della Terra che aveva visto la sua presenza. Ed era il paese di Liz.
Gli piaceva passare un po' di tempo da solo, alla ricerca del suo passato. Da quando era arrivato a Roswell, non sapeva se fosse per le visioni, o per quale altro motivo, si sentiva molto più curioso riguardo ad Antar, e alla sua storia. Chissà dove li avrebbe portati tutto questo, e il vero perchè di tutto questo...assorto in questi pensieri, gli sembrò di vedere una sagoma conosciuta in lontananza, nell'orizzonte del deserto, ma subito scomparve, inghiottita dietro la linea che divideva il cielo dalla terra...
-Liz?-


Liz correva da un bel po', e ormai si trovava nel nulla. Si sentiva persa, e sola, e rimpiangeva il fatto di non aver chiamato Max ad aiutarla. Lei sentiva che era meglio essere sola in questa cosa...questa cosa assurda, e pericolosissima.
"Forse ho sbagliato tutto..." si fermò, e si accasciò in terra, ansimando...guardò una lucertola che le passava vicino, correndo in una crepa. Si trovava nel nulla...

*LABYRINTH-ELISA*

...Liz, ti sento così vicina...

"Tess, sono qui...qui nel deserto, ma non c'è niente..."

...Grazie Liz, grazie...per sempre ti sarò grata...non aver paura qui, in due...

"Io ho paura, Tess. Sono corsa qui senza chiamare Max, sono stata avventata..."

...No, in due ce la faremo...da sole non riusciamo...ti aiuterò anche io...cercami, guarda meglio...

"Tess, non vedo...non vedo niente...Tess?"

Non arrivò più nessuna risposta...Liz si continuava a guardare intorno, finchè non vide apparire, come se si aprisse uno scudo che la rendeva invisibile, una costruzione, nel mezzo del deserto...

-Oh mio Dio...Tess...Max...- pronunciò Liz, prima di accasciarsi priva di coscienza al suolo...
-Ben arrivata, anzi, bentornata cara Myral! Ci hai risparmiato anche la fatica di rapirti! Chissà come mai sei qui...Portiamola dentro, Nicholas...- disse Tess, con il sorriso sulle labbra...
-Certamente, Astar...- e la presero con molta attenzione, portandola dentro al castello, che subito scomparve nel nulla...


Max si trovava a casa, aspettando che il pranzo di Ava fosse pronto. Non si fidava molto di lei, ma era l'unica persona che avesse voglia quel giorno di cucinare. Isabel era troppo preoccupata a decidere cosa indossare per quel pomeriggio che aveva "stranamente" voglia di passare a studiare a casa di Alex, e Zan era fuori, a passeggiare...
-Allora, Ava...fra quanto saranno pronti i tuoi manicaretti?-
-Fra poco, tesoro...ho fatto degli spaghetti che sono una favola!-
Max era perplesso:-Spaghetti? Nessuno qui in America fa dei buoni spaghetti...-
-Io ho imparato da un amico che aveva un ristorante a Little Italy, credimi, sono proprio forte!-
-Speriamo...-
Driin
Max andò ad aprire la porta:-Chi è?-
-Siamo noi, Max, è importante...-
Aprì velocemente la porta...si trovò davanti Maria, scossa, Michael, serissimo, e il signore misterioso...
-Che succede?-
Michael entrò:-Sappiamo tutto. Sappiamo perchè siamo qui, chi siamo veramente. Stavolta davvero. So tutto, Max. Chiama Isabel e Liz...-
-Stai calmo, Michael...che vuol dire?-
-Zan, prova a ricordarti di me...non ti ricordo qualcuno?-chiese l'uomo.
-Non sono Zan, sono Max...sì, mi ricorda qualcuno, ma io non so chi...-
Intanto anche Isabel e Ava si erano unite al gruppo...
-Tires...Max, lui è Tires...- Michael era agitatissimo, continuava a muoversi, e ora si metteva le mani nei capelli...
A quel punto anche Max ricordò Tires...-Il Gran Sacerdote di Antar...-
Tires sorrise:-Certamente, Zan. Anche tu ora ricordi...e anche tu devi sapere...dov'è Myral?-
Proprio in quell'istante, arrivò di corsa Zan, aprendo la porta con impeto...da quando gli era sembrato di vedere Liz sparire in quel modo, aveva creduto di impazzire...sperava tanto di essersi sbagliato, e di trovarla felice a casa, insieme a Max, ma ora vedeva che non era così...
Max non fece nemmeno in tempo a guardare in faccia Zan, che già aveva capito...-Liz! Liz, dov'è? Oh mio Dio, le è successo qualcosa...-
Tutti si voltarono verso Zan, che annuì:-Nel deserto...presto!-
Cominciarono a correre verso le due auto, Tires salì insieme a Max, Isabel, Zan e Ava...-Vi racconterò tutto mentre andiamo a cercarla...- (continua)


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