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Gloria ღ ([info]antar82) wrote,
@ 2008-03-21 21:02:00

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Entry tags:backstory fanfiction, language: italian, original characters: zan/myral, roswell, roswell: alex/isabel, roswell: fanfiction, roswell: kyle/tess, roswell: max/liz, roswell: michael/maria, roswell: zan, title: they must never be apart

Roswell // Fanfiction // They Must Never Be Apart (M/L, Z/L, Z/Av, Z/My, A/I, M/M, K/T) // cap.15 a



Part 15 - PREFAZIONE - "Il Quinto Elemento"

*L'incontro*


Antar, in un'altra galassia, in un passato indeterminato.
Sul cielo violaceo dell'alba si affacciavano due soli, brillantissimi…le nuvole coronavano i pendii della Grande Montagna e l'aria era intrisa del profumo della pioggia, appena cessata. Il Lago Rosso rifletteva tutti i colori del cielo sulla sua superficie. Le strane piante dai fiori dai mille colori erano piene di goccioline, e tutto intorno era pace. Ma nel palazzo d'Oro…
-Zan!!! ZAAAAN!!! SVEGLIATIIII!!!!-
-Ma principessa…-
-Zitta, Elshar! Il fratello è mio, e ora me lo sveglio…è tardissimo Zaaaan!!!!! SVEGLIATIIIII!!!! Dobbiamo incontrare Ava e Rath!-
Zan mugugnò nel suo letto…quante volte aveva detto a Vil di lasciarlo in pace, di non svegliarlo in quel modo, quanto a lui piacesse sognare, quanto era seccato quando non vedeva la fine dei sogni…questo particolarmente lo interessava…nel suo sogno c'era lei…
-Mmm…Vil…un attimo, arrivo…-
-Sì, sei sempre il solito…-
Vil era già pronta da un pezzo: indossava un abito bianco, lunghissimo, con le maniche a sbuffo e i capelli dorati erano raccolti sulle tempie con un fermaglio di cristallo che rifletteva i colori della luce che traspariva dalla finestra, e le ciocche libere scendevano fluenti sulle spalle…il tutto la rendeva bellissima…
Zan si vestì invece in fretta e furia, senza badare molto a cosa aveva scelto del suo guardaroba,…anche i capelli scuri, non erano molto pettinati, ed aveva un'aria un po' trasandata…lei non ci sarebbe stata...
-E ti vorresti presentare così alla tua futura mogl…-
Zan la guardò con uno sguardo tristissimo…-Scusami Zan, non intendevo ricordartelo…ma almeno potevi cercare di ottenere un aspetto più…principesco…Dio mio, così mi sembri una specie di barbone-
-Pazienza…mi son svegliato troppo in ritardo per poter assumere un aspetto migliore…scusami tanto se non potrò mai raggiungere la tua altezza Vil…sei splendente!- e Zan la osservò, facendo finta di essere abbagliato...
-Zan, se ti prendo!!!-
E cominciarono a correre nel giardino, con la tata Elshar che li rincorreva proprio come quando erano due bambini.
Re Artyan e la regina Zarah si trovavano nel terrazzo del Palazzo d'Oro e osservavano i loro gemelli soddisfatti ed orgogliosi: Tristzan e Vilandra stavano crescendo sani, intelligenti e bellissimi. Inoltre era successo un fatto straordinario: secondo la tradizione, gli dei avrebbero attribuito dei poteri speciali a 4 ragazzi, che avrebbero portato la pace su tutto il pianeta, superando una terribile prova , sotto la protezione divina…dopo varie ricerche dei segni si era scoperto chi fossero questi quattro ragazzi: non vi erano dubbi in proposito, erano i due gemelli reali, fatto che era strabiliante…la piccola Ava, una piccola nobile…e Rath, il piccolo amico dei principini…il destino li aveva voluti unire ancora prima che per la profezia, per l'amicizia...al momento della notizia era stata organizzata una grande festa, che aveva coinvolto tutto il popolo, che aveva festeggiato i 4 Reali Divini… Antar era un pianeta i cui abitanti erano giunti ad un livello di tecnologia avanzatissimo, l'ordinamento dello stato era una monarchia ereditaria…Nessuno poteva lamentarsi della famiglia reale: da sempre regnava la pace sulla splendida Antar e il popolo era entusiasta. Solo la profezia turbava la tranquillità del pianeta...
-Tristzan e Vilandra sono splendidi- pronunciò il re Artyan.
-Sì, caro. Zan sarà un re meraviglioso, ma questo avverrà solo quando sarà il tempo. Ora sono ragazzi…-
-Già, ma crescono in fretta…-
Il re si mise a ripensare ai suoi piccoli, al giorno della loro nascita…


-Sono nati i due gemelli, sire!!! Sono stupendi, come li vuole chiamare???-
-Ho già deciso. Si chiameranno Tristzan e Vilandra. E regneranno su Antar un giorno, rendendola splendente e magica…-
-Si si, certo…Per ora li venga a vedere sua Maestà, sono così vivaci e…stupendi!!!- la tata Elshar era entusiasta di aver praticamente visto nascere i reali, era onorata. Sentiva che quei due piccini non erano come tutti gli altri bambini...avevano qualcosa di più...
Per il principino Tristzan e la principessina Vilandra si prospettava un futuro più che radioso.
Presto dimostrarono di essere due bambini speciali, giudiziosi, ubbidienti, ma anche molto vivaci. E i soprannomi che si erano attribuiti quando ancora non riuscivano a parlare bene, Vil e Zan, li accompagnarono per tutta la vita. Solo nelle occasioni solenni venivano chiamati Tristzan e Vilandra. Solo il re padre li chiamava per intero.



Ora erano entrambi cresciuti, e divenuti i giovani più belli e intelligenti di tutto il pianeta. Avevano tutto, e non pretendevano nulla, erano forti, generosi e dall'animo buono, i genitori non avrebbero potuto chiedere di più.
L'unico peso che opprimeva loro il cuore, era dovuto da un'antica ed obsoleta tradizione, che permetteva i matrimoni combinati tra reali, soprattutto per ragioni politiche o debiti d'onore. Fu così che all'età di pochi anni fu combinato il matrimonio tra l'erede al trono Tristzan e la neonata figlia di Ilderk, fedele nobile soldato del re Artyan, che molto tempo prima aveva salvato la vita al re stesso, quando ancora principe, in un viaggio tra i lavoratori del popolo, stava per rimanere rinchiuso in una miniera di markezio, l'elemento fondamentale per la tecnologia antariana; Ilderk lo salvò proprio un momento prima che il tunnel crollasse, a costo di rischiare la propria vita, e per questo la famiglia reale era in debito: fu presa la decisione di destinare al matrimonio con Tristzan la piccola Ava.
Il principino Zan fu educato all'idea che un giorno avrebbe dovuto sposare la piccola amichetta Ava, e prendere in mano insieme a lei le redini del pianeta. Infatti i due bambini crebbero insieme, e diventarono buoni amici, sviluppando un profondo affetto, come quello che può esistere tra fratelli, e un grande senso del dovere, che li portava a non ribellarsi alle scelte dei genitori.
Ma loro non si amavano, entrambi sentivano che l'amore, quello vero, era un'altra cosa…Ava era innamorata del principe del pianeta più vicino ad Antar, Larek, uno dei migliori amici di Zan: l'aveva appunto conosciuto in una dei compleanni di Zan e Vil, e crescendo avevano approfondito la loro conoscenza, anche con incontri segreti, fino ad innamorarsi l'un l'altro...l'amore non si può decidere, l'amore prende e trascina, senza rimedio...


Mentre Zan e Vil si dirigevano sulla piccola navetta volante a due posti verso il luogo della riunione tra i detentori dei poteri, Zan stava pensando e ripensando a lei, al suo unico, vero amore: il suo nome era Myral.
Mentre guidava Zan si era riempito gli occhi delle immagini del loro primo incontro, quando erano due piccoli bambini. Myral faceva parte della corte, e viveva nel Palazzo d'Oro perché era la confidente, la migliore amica di Vil. Erano talmente legate, che Myral era chiamata da tutti, anche se non lo era di fatto, "principessina". Aveva ricevuto questo titolo di diritto da Vil.
Sin dal primo momento in cui si erano incontrati, da piccoli, entrambi avevano sentito come una scossa, e avevano percepito un legame profondo tra di loro. Era bastato un unico, fugace sguardo per capirlo: erano anime gemelle. Era come se si conoscessero da sempre e per sempre, era come se tra loro non ci fossero segreti, ancora prima di essersi rivolti la parola, era come se i due si completassero a vicenda, erano simili ma diversi, erano perfetti insieme. Come un quadro che nessuno aveva ancora dipinto, e del quale non si potevano immaginare i meravigliosi colori...
-Zan che fai? Hai rischiato di schiantare la navetta contro quell'albero nella curva che hai fatto prima!!! Guarda dove vai, altrimenti guido io!-
-Per carità...- Vil lo guardò nervosa...-No, scusami…mi sono perso nei miei pensieri e risvegliato al momento giusto, da bravo pilota! Guarda che la patente non me l'hanno regalata, anche se sono chi sono! E non ti metterei mai in pericolo…è stata una curva, diciamo, sportiva!- e si voltò verso la sorella con un sorrisetto.
-Odio lo sport! E' una cosa da terrestri...-
-Non ti piace la Terra? Io la adoro...sono troppo belle le immagini che ci arrivano, un giorno anche io ci andrò...-
-A me non piace per niente...preferisco Antar...è reale...la Terra è irreale, sembra un sogno...-Vil si voltò verso il fratello e notò che aveva riassunto la stessa espressione cupa che aveva da quando si era svegliato.
-Qualcosa non va Zan? Mi sembri così triste…quel broncio mi fa preoccupare.- chiese, conoscendo già la risposta. Gliela poteva leggere negli occhi.
-Lo sai cosa non va…io non posso pensare al momento in cui io e Ava dovremo sposarci, è ingiusto, accidenti! Né io, né lei vogliamo!-
-E' una tradizione, Zan. Vale da tanto tempo, e sai anche tu che non possiamo ribellarci al destino che ci è stato scelto. E' il nostro ruolo, siamo in una posizione troppo importante per non rispettarlo. Mi si stringe il cuore a vedervi così infelici, tutti e tre, ma sai anche tu come non sia possibile nient'altro. Almeno siamo tutti uniti, e vedrai che supererai anche questo, Zan. Myral rimarrà sempre comunque con te, lo sai. Noi cinque siamo speciali.-
-Tutto quello che hai detto, Vil, è giusto. Ma io credo fermamente che ognuno possa costruirselo il proprio destino…io e Ava lo adempiremo, ma non ci arrenderemo a questo. Io amo Ava. Ma anche tu sai qual è il senso di questa parola in questa frase. La amo come amo te, come una sorella, come un'amica speciale, come una persona eccezionale per cui provo un sentimento fortissimo. Ma io AMO Myral. E sai che qua il verbo "amare" assume un altro significato. Io dipendo da lei., come da null'altro…io sono in lei e lei in me-
-Cosa intendi fare? Continuare a stare con tutte e due? Scappare?-
-No. Ma nulla mi impedirà di amarla finchè vivrò...e anche dopo…-


La ragazza si voltò verso il finestrino, dal quale poteva vedere apparire il paesaggio circostante che si muoveva a grande velocità. Fuori le montagne si rincorrevano aride e il cielo era fantasticamente blu.
Vil ripensò al momento in cui li aveva fatti conoscere.


Lei aveva tanto voglia di un'amica speciale, così chiese di poter avere una serie di damigelle, per poter giocare con qualcun altro oltre al gemello. Si era stancata di partecipare alle lotte da maschiacci che inscenavano Zan e l'amico Rath, e soprattutto stava cominciando a diventare gelosa della loro amicizia: perché mai lui poteva avere un amico del cuore, e lei no? Rath era il figlio della tata Elshar, e del marito, un soldato semplice al servizio del re Artyan. Purtroppo suo padre era morto in un incidente, quando era ancora molto piccolo il figlio. La tragedia aveva colpito duramente la tata, ed era stata sentita molto dalla famiglia reale, che da allora, aveva considerato il piccolo come un figlio. Era praticamente sempre vissuto nel Palazzo, adorato da tutti, e trattato esattamente come i due principini. Poichè era il più piccolo, presto era diventato il simbolo beneaugurante del regno di Antar, nonché il migliore amico del principino Zan. Anche quel bimbo, un nuovo figlio per i reali, era stato interpretato come un segno di buon auspicio, quindi sembrava proprio che ogni piccolo particolare combaciasse verso il compimento di un disegno superiore, che avrebbe portato il pianeta al massimo splendore.
Rath e Zan erano diventati inseparabili, e anche se Vil giocava sempre insieme a loro, sentiva assolutamente il bisogno di avere un'amica con cui confidarsi. Ava era la sua migliore amica, ma abitava lontano dal palazzo, non potevano stare molto insieme. Fu così che le fu presentata la piccola Myral.
Era figlia di alcuni nobili della corte, una piccola bambina, con due grandissimi occhi scuri, e dei capelli favolosi: scurissimi e lunghissimi, sembravano seta. Vil rimase colpita, non aveva mai pensato potesse esistere qualcuno che avesse dei capelli così belli, anche meglio dei suoi crini dorati.
-O mio Dio! Hai dei capelli stupendi!-
-Grazie principessa.-
-Per te io non sono "la principessa". Per te io sono solo Vil.- e le sorrise. E così, era nata la loro amicizia.
Da quel giorno in poi Vil e Myral divennero pressochè inseparabili: cercavano di trovarsi a giocare il più spesso possibile; Myral era anche curiosa di conoscere il principe Zan, perché la madre glielo aveva descritto come un ragazzino speciale, e spesso anche Vil lo nominava. Lei lo aveva visto una sola volta, l'anno prima, affacciato alla finestra del Palazzo insieme ai genitori e alla sorella, mentre tutti salutavano il popolo. Le era sembrato un bel bimbo, timido, ma con qualcosa di imponente nello sguardo...ma aveva pensato che non l'avrebbe mai potuto conoscere. Invece ora, non solo era diventata amica della principessa, avrebbe conosciuto anche il famoso Zan. Era elettrizzata al pensiero del loro incontro.
Pochi giorni dopo dal primo incontro stavano entrambe giocando al centro del giardino, vicino alla fontana con lo zampillo d'oro, quando i due bimbi decisero di unirsi a loro, per fare uno scherzo. Si nascosero dietro ad una siepe piena di fiori, e prepararono un secchio da tirare addosso alle due bimbe. Zan soprattutto era indispettito dall'arrivo della nuova ragazzina, che non aveva ancora visto. Si sentiva come tradito dalla gemella, che ora concentrava tutte le sue attenzioni verso di lei, e si rifiutava sempre di giocare con loro. Senza averla vista nemmeno una volta poteva dire di, sì, di odiarla. Per questo nel suo piano si era riservato la parte della piccola "intrusa": mentre Rath colpiva con l'acqua Vil, lui avrebbe completamente reso fradicia la nuova arrivata. Con un grido di "guerra", entrambi partirono all'attacco, reggendo due secchi stracolmi d'acqua. Ma mentre correva verso la bimba con aria di sfida, Zan rimase pietrificato di colpo. Per un secondo che venne dilatato nel tempo, si fermò ad osservarla. Mentre Vil aveva già cominciato ad urlare, vedendo arrivare verso di lei Rath, la piccola nuova si era girata calmissima, ma con uno sguardo pieno di fuoco e luce, che lo aveva immobilizzato.


*FEAR-SARAH MCLACHLAN*

Zan era incapace di reagire, e, bloccando di colpo la sua corsa, si fece cadere addosso il suo secchio d'acqua, bagnandosi interamente come un pulcino: quegli incredibili occhi scuri lo stavano guardando e incantando. Pian piano lo sguardo della piccola si trasformò da arrabbiato in sorpreso, fino a giungere ad uno sguardo completamente pieno di dolcezza. Un sorriso le illuminò il viso.
"Non ho mai visto niente di più meraviglioso " pensò Zan.
Vil stava ancora urlando, bagnata da capo a piedi, e aveva cominciato a rincorrere Rath. Zan invece si avvicinò piano piano fino all'amica della sorella. Stava ancora sorridendogli con un'enorme luce negli occhi, e una magia che circondava il momento: era come se quell'incontro stesse avvenendo al di fuori dello spazio e del tempo. Non solo allora...ma molto tempo prima...e allo stesso tempo molto dopo...
"Ma è un…sogno?" si chiedeva Zan.
-Sua Altezza.- e la piccola fece un inchino. -Mi perdoni se sorrido, ma è così buffo così bagnato-
-Eh? Ah, sì...No, no. Non inchinarti, ti prego- e le prese una mano, facendola alzare. Quando le loro piccole manine si toccarono, entrambi sentirono una scossa attraversare i loro corpi, ma nessuno dei due ritrasse la mano, mentre si guardavano ancora intensamente negli occhi. Anche la ragazzina stava leggendo nei grandi occhi nocciola di Zan, e le sembrava di potergli guardare fin dentro nell'anima pura. Era allo stesso tempo persa e sicura in quello sguardo. Era il principio di tutto...
Gli altri due, dopo essersi azzuffati, si erano fermati ad osservare la scena da lontano, ed erano sbalorditi: era come se i due emanassero una luce dalle loro mani unite. Sul volto di Rath comparve dopo il primo attimo di sorpresa, un sorriso beffardo "Quanto lo prenderò in giro, il piccioncino" .
-Dunque. Basta con queste cose sdolcinate- disse Vil. Immediatamente i due si lasciarono le mani, e mentre Zan aveva posto lo sguardo verso terra, la piccola stava ancora sorridendo e arrossendo.
-Fratellino, lei è Myral, la mia migliore amica, la mia damigella d'onore. Myral, questo è mio fratello Zan, ma questo l'avevi già capito…allora, sei muto?- e gli tirò un calcetto allo stinco.
-Ah! Ehm…piacere Myral.-
-Il piacere è mio, sua Altezza Tristzan- disse Myral
-Ehi! Ci sarei anche io su Antar!!!- arrivò Rath, che dopo aver cinto le spalle di Zan si mise a fissare Myral. Lei era un po' intimidita dal suo sguardo indagatore. Dopo un secondo di imbarazzo, Rath fece un grande sorriso e tese la mano alla nuova amichetta -Io sono Rath! E non chiamarlo "sua Altezza" perché dopo si dà delle arie- e le fece l'occhiolino. Myral rispose al suo sorriso, era sincero e simpatico.
-Non è vero! Cioè…- Zan era imbarazzatissimo -…sì, non chiamarmi "sua Altezza", tu mi puoi chiamare anche solo Zan-
-Va bene, Zan- e gli sorrise di nuovo. Zan credeva di essere precipitato in paradiso.





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