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Tweak says, "ill take you to the candy shop"

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Gloria ღ ([info]antar82) wrote,
@ 2008-03-21 21:09:00

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Entry tags:backstory fanfiction, language: italian, original characters: zan/myral, roswell, roswell: alex/isabel, roswell: fanfiction, roswell: kyle/tess, roswell: max/liz, roswell: michael/maria, roswell: zan, title: they must never be apart

Roswell // Fanfiction // They Must Never Be Apart (M/L, Z/L, Z/Av, Z/My, A/I, M/M, K/T) // cap.15 c


*L'addio*


-Zan, sei stato un ottimo allievo oggi, nonostante la tua mente sia vagata durante tutto il tempo della lezione...-
-Ti chiedo scusa, Tires...si avvicina sempre più la data delle nozze, mancano solo una rivoluzione della terza luna...- Zan riflettè sul fatto che anche solo il pensiero di lei potenziasse i suoi poteri...tutto era magico quando era con lei...
-Forza. E' quella che ti serve, è quella che hai.-...Zan pensò un secondo a quanto fosse lontana da lui la vera forza in quel momento di estrema debolezza...
-Arrivederci, Tires- lo salutò con un cenno del capo...
Zan uscì dalla grotta, e vi trovò gli altri tre ragazzi ad aspettarlo...
-Ho bisogno di stare un po' solo...- Rath, Vil e Ava acconsentirono...e si avviarono verso il palazzo d'Oro con le navette.
E cominciò a camminare fino al Lago Rosso...culla di tanti ricordi...stupendi...e tristissimi...era lì che tutto era iniziato, e lì che tutto era finito...


-Zan...ma che combini?- la ragazza stava ridendo, e cercando di scappare da Zan che le correva incontro...cercando di prenderla...
-Non credere di scapparmi, cara!!!- ormai l'aveva raggiunta...-Non rimarrò più impalato come quel giorno...- e le strizzò l'occhio...
-Già, impalato e bagnato come un pulcino!!! Ah ah, che ridere facevi...noooooo- Zan la prese, e la abbracciò da dietro, stringendole la vita e cominciando ad ondeggiare insieme a lei...
-Principe Tristzan, le ordino immediatamente di...-
-Non crederai che ti lasci proprio ora, principessina...-
-...baciarmi...doveva lasciami finire...- e lei si girò...ora erano l'uno davanti all'altra, e continuavano a guardarsi negli occhi, come se non potessero mai stancarsi di farlo, come se ci fosse sempre qualcosa di nuovo da scoprire...lui aveva ancora le sue mani suoi fianchi di lei, mentre le sue braccia erano intorno al collo di lui ora...
-Ogni suo desiderio è un ordine, anche per un principe come me...-
-Bravo...- e le loro bocche si avvicinarono sempre di più...
Il bacio fu lunghissimo e alla fine la ragazza guardò Zan con gli occhi molto tristi...
-E' tutto troppo bello, Zan...sai che non potremo fare così per sempre...scordarci di tutto...noi non dovremmo- l'atmosfera tra loro era cambiata...
-Si, se tu lo vuoi...-
-Zan, non è così semplice...è la legge...- ora si era voltata a guardare un punto imprecisato nell'orizzonte...
-Ma...Myral...-


*UNDERTOW-IVY*

-Zan…ti prego, non rendere tutto ancora più difficile…sto così bene con te, mi sento come non mi sono mai sentita...io sono nata quel giorno, il giorno che ti ho conosciuto...e ti devo dire la cosa più difficile di sempre, proprio ora, e lo devo fare…mi hai regalato i momenti indimenticabili della mia vita, come quelli di prima…ma...io non voglio fare niente di sbagliato, e questa situazione lo è...c'è quella cosa tra di noi, e non possiamo combatterla…-
-Lo farò...con te...- il sorriso che prima era sul viso di Zan, si stava spegnendo a poco a poco…
-Tu devi fare quello che ti hanno ordinato, e non preoccuparti, io non ti abbandonerò…mai-
-Scherzi? Io non seguirò quella legge, ho deciso…per il bene di tutti e tre…-
-Tu la seguirai, perché diventerai un grande re, e per il tuo popolo lo farai…non saresti mai felice, se tutto andasse in rovina…-
-E come potrei esserlo senza te?-
-Devi farlo…e basta…-
-Ma cosa dici? Ma come posso farlo?-
-Lo devi fare…per tutti, per te, per Ava, e anche per…me…-
-Sai che è la cosa più tremenda vedere che non vuoi lottare con me?-
-Non posso lottare contro il destino! Non posso lottare contro qualcosa che deve avvenire per il bene di un popolo…non posso anteporre la mia felicità a quella degli altri...-
E senza lasciarla finire, Zan la baciò, in un bacio appassionato e molto triste, come se fosse l'ultimo…poi l'abbracciò e le baciò la fronte...
-Io ti amo, ti ho sempre amato, e sempre ti amerò...- era la prima volta che Zan lo dichiarava a Myral...lei guardò intensamente il ragazzo che le aveva catturato il cuore e l'anima...gli occhi di lei cristallini e puri risplendevano perchè pieni di lacrime...
-Ti amo anche io, tantissimo...ma è l'unica cosa possibile...addio, Zan...- e dicendo così cominciò ad andarsene, mentre lui provò ad allungare una mano per fermarla, ma non la toccò...lei in quel momento doveva lasciarlo...Myral continuò a correre sulla riva del lago, piangendo, con le lacrime che le solcavano le guance...Zan si sedette su di un masso sulla riva del lago, e disperato, si mise le mani nei capelli...-Perchè?- si disperò con tutta la voce che aveva...



Zan si sedette ancora sulla riva di quel lago...non era passato molto tempo da quando Myral lo aveva lasciato..."Perchè il nostro amore deve essere solo una scintilla quando invece è un fuoco senza fine?"
E così passo il resto della giornata. Da quando Myral l'aveva lasciato per il bene di tutti, tranne che per il loro stesso bene, Zan aveva perso la gioia di vivere...si sentiva incompiuto...


E venne tardi, l'ora di tornare a casa...Zan ripassò da Tires, che lo ammonì: -Stasera, prima che la grande stella tramonti, sta per succedere qualcosa di inaspettato...non riesco a capire cosa, ma stai attento...-
-Ha a che fare con la profezia?- chiese Zan, serio...
-Zan...credo di sì...è tutto così confuso...attenzione al cielo...è quello che ho capito-
-Presterò attenzione, Tires-
E salì sulla sua navetta in direzione del Palazzo d'Oro.


Tutto sembrava normale a Palazzo. Non c'era sentore di nessuna tragedia imminente...
Mancava ormai poco alla cena...nella stanza si trovavano i reali, Vil, Ava, Rath e Zan...poi entrò lei, preceduta come al solito dal soave profumo della rosa...
Zan non poteva credere: ogni volta riusciva a essere sempre più bella...non ce l'avrebbe fatta più...era la sera in cui doveva dire a tutti quello che provava...
Myral rivolse uno sguardo lungo a Zan, poi si mise a chiacchierare con Ava e Vil, e anche quando sorrideva, lo faceva con un velo negli occhi...
Cominciò la cena...ma prima che il re Artyan potesse prendere la parola, per il suo discorso, Zan si alzò...
-Padre, Madre-
-Figliolo...cosa succede?-
-Io...devo confessarvi una cosa...-
-Dimmi, figlio mio-
-Non credo che il matrimonio tra me ed Ava sia la cosa giusta per entrambi...-
Tutti erano senza parole...Rath e Vil si guardarono stupiti poi osservarono Zan...il re Artyan e la regina Zarah erano colpiti duramente da questa affermazione...due occhi blu invece erano raggianti: Ava non ce l'avrebbe mai fatta ad opporsi ai reali da sola, ma Zan aveva espresso anche i suoi sentimenti...era felice, e speranzosa...
-Provo affetto profondo per Ava, ma io amo un'altra persona...vi chiedo di riconsiderare la vostra decisione...per impedirci un'esistenza tribolata...-
-Sono d'accordo con Zan- esclamò Ava, sorprendendo tutti per il coraggio di affiancare Zan in questa pazzia...
Myral si sentiva soffocare...la pelle del suo viso era sbiancata...
Il re Artyan dopo aver ragionato sulla situazione, rispose a Zan, che aveva gli occhi fieri rivolti su Myral...-Non è possibile...è triste, Zan...io credevo che conoscendovi da così tanto tempo aveste anche imparato ad amarvi...il tempo guarirà le vostre ferite...è stato deciso così, e un cambiamento potrebbe influire sul destino...sapete quanto questo sia fondamentale per la nostra gente...mi dispiace, ragazzi...scusami Zan...non è possibile- per la prima volta lo aveva chiamato Zan, in maniera informale...ma aveva scelto la più triste occasione...Zan si lasciò cadere sulla sedia, inerme...anche l'ultimo tentativo era stato vano...gli occhi di Ava si spensero di nuovo...doveva dire addio a Larek per sempre...l'estremo tentativo era stato vano...
Myral si alzò:-Chiedo di ritirarmi, sire...non mi sento molto bene...-
-Certo, cara-
Si alzò, e corse in camera...seguita a ruota da Zan...il re osservò stupito nella loro direzione...
-Padre, è lei la ragazza che ama, è Myral...- disse Vil.
-Ma...come abbiamo fatto a non capirlo? Noi pensavamo che aveste accettato il patto...io non posso proprio fare nulla...sono gli oneri da sopportare insieme agli onori reali...è veramente qualcosa che io non posso cambiare...il vostro destino...-


Zan raggiunse Myral...
-Zan, perchè l'hai fatto? Lo sapevamo bene che era inutile...pensavo l'avessi capito...-
-Io dovevo tentare, amore mio, dovevo...-
Myral osservò che stava succedendo qualcosa di strano alla finestra...
-Zan...guarda il cielo...-
-Il cielo mi fa pensare a te...non lo potrò più guardare senza pensare a te...non lo voglio guardare più se non sarà insieme a te...non voglio più fare niente senza te...-
-Guardalo, ti prego...-
Zan si affacciò alla stessa finestra, e vide una cosa terribile...
La stella più grande, si stava lentamente oscurando, stava sparendo...
-E' questo il segno...è giunta la profezia, Myral...-
-Stringimi, Zan...- e si abbracciarono, impauriti...


Vilandra e Kivar stavano camminando nel giardino quella sera, proprio vicino alla fontana d'Oro...
-Kivar, io non sono promessa a nessuno...io sono stata fortunata, mentre Zan...-
-Shh...non dispiacerti della tua buona sorte, principessa...io ti amo, Vil...-
-Ti amo...due parole così lievi e pesanti...parole che non ci eravamo mai detti...promesse che dobbiamo scambiarci...anche io ti amo, Kivar...-
E mentre stavano per scambiarsi un bacio alla luce della Grande Stella che tramontava...comiciò l'eclissi...
Kivar ad un certo punto si staccò da lei, e la guardò...sembrava che fosse la prima volta...
-C'è qualcosa che non va, Kivar?-
-Niente, Vil...-
E continuarono la loro passeggiata...ma gli occhi di Kivar erano cambiati...uno era scuro e uno più chiaro...e guardavano Antar diversamente...


-Sire, la Grande Stella si è oscurata...penso possa essere il segno per la profezia...-
-Fa impressione osservare il cielo ora, senza la nostra stella...Tires...ho sbagliato a scegliere per mio figlio? Che sia un segno che ce lo fa comprendere?- il Gran Sacerdote era giunto a Palazzo per informare del pericolo imminente...
-Sire, quella scelta fu condotta dalla vostra lealtà...non sbagliaste...-
-Ma ora, forse ora potrò fare qualcosa per lui...- il re Artyan era divorato dal sospetto di aver sbagliato tutto...solo che ora era troppo tardi, non poteva venire meno a quel patto...avrebbe causato una crisi, e questo non era possibile, proprio in una situazione di emergenza come quella...la stella si era oscurata da poco, e già si cominciava a sentire il freddo aumentare...
-Sire, se fosse questa la prova? Se fosse questa la terribile prova da affrontare...lasciate stare le cose, si aggiusteranno...la profezia dice che dopo la prova terribile verrà la pace...non intervenite contro il destino...è necessario non alterare l'equilibrio...-
-Se sarà a scapito di mio figlio? E di Myral? E dell'intero pianeta? Non lo permetterò...-


Era giunta su Antar questa strana eclissi, per 3 giorni antariani la Grande Stella fu oscurata, gettando prima lo stupore, infine la paura nel popolo e nei regnanti…Antar era diventata fredda, e i raccolti stavano morendo...i colori non luccicavano più e si respirava aria di morte, e tristezza...questo strano fenomeno fu causato da un'enorme astronave aliena, di una specie parassita dominata dalla brama di potere. Così i nemici si erano insediati all'insaputa degli antariani su Antar. In un preciso momento, a tutti coloro che stavano osservando il fenomeno della eclissi, accadde una cosa terribile: la loro essenza sparì, dissolta, e le essenze degli alieni malvagi si impadronirono dei corpi, delle identità e delle memorie. Gli invasori si sostituirono al cuore di Antar. Poi all'improvviso, come era giunta, l'eclissi terminò.
Purtroppo lo scambio toccò gli insospettabili...


Passati che furono quei giorni strani...la vita su Antar sembrava tornata alla normalità...ma qualcosa era cambiato: Kivar.
Kivar non era più il brillante, solare, simpatico ragazzo di prima, Kivar era diventato arido, intrattabile...Vil non riusciva a capacitarsi di questo cambiamento...pensava ci fosse qualcosa di sbagliato in lei, quindi cercava di accontentarlo...
Kivar, l'uomo nuovo stava preparando un piano: nel suo corpo si era insediata l'essenza del capo alieno malvagio. Ora il vecchio Kivar aveva cessato di esistere, a vivere la sua vita era questo impostore, che possedeva i suoi ricordi, il suo corpo, ma non un'anima...
Lui vedeva Vil come una bella bambolina importante innamorata di lui, che avrebbe fatto ogni cosa lui avesse voluto...infatti il suo cambiamento improvviso del carattere aveva portato Vil a questo: rispondeva di si ad ogni sua richiesta...
-Ho avuto fortuna, ho trovato il corpo di cui è innamorata la principessa di questo stupido pianeta...-
Durante quel periodo Rath e le sue guardie stavano facendo un sopralluogo dall'altra parte del pianeta. Ma nonostante le promesse che si erano fatti prima di partire, promesse di una vita per sempre insieme, non aveva ricevuta alcuna missiva da Astar. Era preoccupato di questo, e non vedeva l'ora di tornare nella capitale, per vederla, assaporare ancora i suoi baci, per sentirsi meno roccioso e più felice.
La ragazza aveva intensificato le visite a palazzo, e gli incontri con Vil. Si erano conosciute parecchie rivoluzioni prima, poco dopo l'ufficializzazione della sua storia con Rath, e avevano stretto un bel rapporto. Anche con Myral era successo questo. Anzi, con Myral l'amicizia fu ancora più intensa. Spesso ridevano insieme tutte e tre, sparlando insieme dei tre ragazzi.
Ma in quei giorni era diverso: gli occhi verde smeraldo di Astar si erano fatti cupi, e si comportava freddamente con tutti.


Ed era spesso ricevuta in segreto da Kivar...-Sì, padre?-
-Astar, cara, non farti sentire da nessuno mentre mi chiami così, ancora nessuno deve sapere. Ti piace il corpo in cui ti sei insediata?-
-Molto. Questa Astar era proprio una bella ragazza...peccato sia finita così, per sempre...povera Astar, era così buona e dolce, simpatica, ma tosta...io non riesco a comportarmi come lei...troppa dolcezza, troppa bontà, troppa per me...-
-Tu sii sempre te stessa. Non c'è bisogno tu cambi per adattarti. Gli altri si adatteranno alla nuova Astar.-
-Come vuoi, pad..-
Kivar fece partire un grande schiaffo che bruciò il volto dorato e pallido di Astar.
-Ti ho già detto: non qui...-


Myral assistette all'ultima scena dalla sua camera...da quando era giunta l'eclissi, molte persone sembravano aver perso completamente la ragione, mutando il carattere. O facevano cose inaspettate, come questa: in che rapporto erano Kivar e Astar? Era successo anche ai suoi genitori, ora diventati aspri con lei, mentre sempre disposti ad inchinarsi al passaggio di Kivar, come lui fosse il re...
"Ci deve essere qualcosa di grave sotto, una spiegazione logica, che, ahimè, non trovo..."
Non c'era più stato il tempo di vedere Zan. Lui era sempre impegnato in qualcosa, durante l'emergenza...e lei aveva preferito starsene nella sua stanza a covare il suo sogno...ogni giorno rileggeva le sue poesie, e una in particolare...oppure studiava tutto quello che riguardasse la Terra...il pianeta dei suoi desideri...un'altra cosa che condivideva con Zan...


-Va bene, ho capito...siete sempre convincente-
-Hai studiato le energie dei presenti a corte in questi giorni?-
-Sì, sono tutte registrate, e sotto il mio controllo.- rispose Astar, massaggiandosi ancora la guancia.
-Hai notato qualche cosa in particolare?-
-No, per ora tutto sembra tranquillo, nessuna energia forte.-
-Va, prima che ti vedano...a presto, Astar-
E Astar se ne andò da Palazzo, mentre Kivar si diresse dalla parte opposta, sotto lo sguardo di Myral.


Durante un'altra delle sue visite a corte, Astar si trovò di fronte ad una strana situazione...
Era in una sala, e discuteva insieme a Vilandra e Myral riguardo al giardino...cercava al massimo di essere più simile alla vecchia Astar, e vi riuscì...
-I fiori di questo giardino sono i più belli di tutto il pianeta, Vilandra. Ti occupi tu della scelta?-
-Sì, da sempre. Insieme a Myral, naturalmente.-
Myral annuì..."è anche il posto dove io e Zan ci siamo incontrati..." pensò...poco dopo si sentirono i passi di un uomo lungo il corridoio...i passi si avvicinavano sempre di più...fino a che nella sala entrò...
Zan...Astar fu subito colpita da quel che stava accadendo...gli alieni invasori avevano il potere di "leggere" le energie...la sua energia si unì immediatamente a quella di Myral...ed era immensa, imbattibile...deglutì, spaventata da quella forza incredibile...
-Zan, bentornato fratellino!- Vil arrivò subito ad abbracciare il fratello, che la baciò su una guancia...poi rivolse il suo sguardo a Myral...non si erano riusciti nemmeno a salutare come avrebbero voluto, quella sera...i suoi doveri di principe erano sempre in mezzo a loro due...
-Ciao-accennò Zan, guardando Myral...
-Ciao- rispose lei...mordendosi il labbro inferiore, come ogni volta che era nervosa...si sentiva in imbarazzo, sotto lo sguardo insistente di Astar.
-E' un po' che non ci vediamo...come va?-
-Bene...insomma...-
"E' incredibile, non sono nemmeno a contatto l'uno con l'altra, se non un contatto di tipo visivo...non distolgono gli occhi dagli occhi dell'altro...sono...pericolosi..."pensò Astar...
-Zan, amiche, vi devo salutare, il tempo della mia visita di oggi è terminato.-
-A presto Astar...- disse Vil. Non appena Astar fu uscita, chiese a Zan: - Perchè l'hai guardata così? Senza nemmeno salutarla?-
-E' molto tempo che non dà sue notizie a Rath, pensavo stesse male. Invece lo faceva intenzionalmente. Hai notato i suoi occhi? Sono...spenti.-
-Questo di Rath non lo sapevo. Dai, è la solita Astar, Zan, non essere paranoico.-
-Vil, Zan ha ragione. Astar ha dei comportamenti strani...non parla più di Rath...e...- stava per spiegare la scena con Kivar, ma temeva di ingelosire inutilmente Vil...-Come per esempio l'altro giorno, hai visto com'è fredda anche tu...-
-Mi dispiace solo per Rath, non sapevo fossero in crisi. Ma può capitare a tutti una giornata sbagliata. - la difese Vil. Mentre però pensava al suo Kivar, al modo in cui la trattava ultimamente: glaciale era la parola più vicina alla descrizione. "E se ci fosse qualcosa di strano veramente?" si cominciò a chiedere...


Myral stava passeggiando nel giardino. Aveva bisogno di respirare...le mancavano le lunghe passeggiate con Zan...ogni passo, ogni luogo le ricordava lui...non era nemmeno più riuscita ad osservare il cielo senza pensare a lui...ogni stella suggeriva un pensiero dolce...e lei non poteva sopportarlo..."perchè io ti amo...ti amo, Zan"...camminava con lo sguardo basso, senza che i suoi occhi si tuffassero nelle tre lune...si imbattè di nuovo in Astar. Si nascose per osservare cosa ci facesse a quell'ora della notte nel giardino reale.
-Kivar, ho scoperto qualcosa di grosso...-
-Sì, Astar? Di cosa si tratta?-
-Non qua. Spostiamoci fuori dal Palazzo.-
-Usciamo.-
E si allontanarono..."un altro incontro segreto con Kivar? "Ho scoperto qualcosa di grosso"? Ma che succede ad Astar?". Myral era in apprensione...l'unica persona a cui poteva parlare...era Zan. Ma Zan era velocemente ripartito quella sera stessa. Impensabile di raccontare a Vil questa faccenda: il suo cuore sarebbe stato distrutto. Ma non poteva nemmeno mentire. E continuare a guardarla negli occhi...


-Ho scoperto qualcosa di molto interessante riguardo a Myral.-
Kivar aveva osservato nei giorni precedenti Myral. Una ragazza come tante, ma con qualcosa che colpiva immediatamente. La sua energia.
-Parli della sua energia? Sì, è molto forte, l'ho notata anche io.-
-Sì, ma è nella norma. Solo i Reali hanno comunque ricevuto i poteri. Sono fortissimi, ma vulnerabili. E' un altro fenomeno che mi ha colpito: la sua energia si unisce a quella di Zan, e lo rende invincibile. Seriamente. Imbattibile.-
Kivar si mise a pensare all'ultima volta che era successa una cosa simile...tanto tempo prima...
-E' il loro amore. Infinito. Dobbiamo spazzarlo via.-
-In quale modo?-
-Lui ci serve...quindi...-
Astar sorrise nel buio dei suoi cupi pensieri...aveva capito cosa intendesse il padre.


Passò un periodo tranquillo.
Myral non ebbe la forza di dire nulla a Vil. Si sentiva come una traditrice. Negli ultimi tempi Vil era così eccitata al pensiero che Kivar avrebbe chiesto al re padre la sua mano. Ne era sicura, perchè era quello che le aveva promesso tempo prima. Le cose tra loro era tornate a funzionare, o almeno così sembrava. Myral non era riuscita a rovinare tutto con un sospetto, senza prove, anche perchè non aveva più avuto sentore di quello che Astar e Kivar intendessero fare in quei due strani incontri...
Fino a che non successe qualcosa che cambiò veramente per sempre le loro vite...


Fu sventata una ipotetica congiura contro il re Artyan, e la famiglia reale, organizzata dai genitori di Myral, e dallo zio insieme ad altri cortigiani. Il loro scopo era uccidere la famiglia reale, per liberare Antar da quella che loro consideravano un'oppressione e prendere il potere nelle loro mani. Non era importante quello a cui li avrebbe portati quel gesto, cioè la pena di morte. Si sarebbero sacrificati per questo fine.
La cosa terribile fu che anche Myral venne coinvolta in questa congiura...venne considerata l'organizzatrice reale, e la spia all'interno della famiglia reale. Quando la congiura fu sventata, venne additata da tutti come la principale responsabile, soprattutto da Kivar, colui che aveva scoperto il tradimento.
Il re Artyan e la regina Zarah, in lacrime, le urlarono contro la loro rabbia...nella mente di Myral, che aveva sentito spegnersi la luce del suo cuore, e continuava solo a chiedersi continuamente perchè? e chi?, entrò questo fiume di parole...
"Sgualdrina, traditrice...io stavo per venire meno al patto d'onore fatto per te, per permettere a te e a mio figlio di essere felici...vi avrei permesso di unirvi, andando contro al destino, e contro alla mia promessa...io mi sono fidato di te, e questo è il pagamento che merito...finirai, presto, i tuoi giorni..." e la fece rinchiudere nella prigione più dura, in attesa della condanna.
Myral non rispondeva. Aveva cessato di parlare. Pensava solo a Zan...ad ogni momento della sua vita vissuto, vissuto solo perchè era insieme a lui...
Vil era sotto shock. Non poteva credere che Myral potesse essere così. Non si muoveva più dalla sua stanza dal giorno in cui si era scoperto il tradimento.
-Vilandra, devi uscire. Devi anche mangiare qualcosa. Sono giorni che sei qui dentro...-
-No. Non ci credo, deve essere un errore. Myral non è così...non è possibile...NOOOOOO!-
-Vil, calmati...ha studiato bene il suo piano, e vi ha ingannati tutti, da tanto tempo, quella serpe...meno male che ce ne siamo accorti in tempo...pensa a quello Vil.-
-Kivar, no, no, no e ancora noooo... Vil non ne è capace, di fare del male...e poi vorrebbe dire che è colpa mia, io l'ho portata qui dentro...ho messo tutti in pericolo per un mio capriccio...non lo posso credere...-
Kivar le chiuse le labbra con un bacio...-Non è colpa tua. La colpa è solo del male che c'è. Il male è una realtà, il bene un sogno.-
E abbracciando Vil, senza farsi vedere da lei, accennò un perfido sorriso.
Naturalmente era stata tutta una messa in scena. I parenti di Myral, completamente succubi di Kivar, avevano accettato il martirio, e addirittura il tradimento della figlia completamente innocente. Per loro Myral non era più niente, non era rimasto nulla di tutto quello che avevano provato. Erano involucri contenenti ricordi dei fatti, ma non emozioni. "E così il problema "Myral" è risolto...per sempre...quando Zan giungerà a Palazzo, riverserà solo odio sul suo amore...e l'energia invincibile sparirà..." pensò Kivar.
Zan ritornò il più velocemente possibile dal suo viaggio. Si stava dedicando sempre più alla sua carriera militare, per cercare di pensare, per trovare un modo per dimenticare Myral...ma non gli era possibile...era come una droga in circolo...e lui non poteva liberarsene, lui la amava ancora...era senza speranza...no, era troppo pieno di speranza...
Poi, quel giorno arrivò la missiva:

Principe Zan,
La preghiamo di tornare il prima possibile a Palazzo.
Sono sorti grandi problemi, ora già risolti con successo, ma che
coinvolgono i Suoi più cari affetti.


"Che cosa vorrà dire? Una rivolta? Un attacco?...La prova?" ma ogni suo pensiero non avrebbe mai potuto raggiungere la verità: il suo più grande, unico amore aveva distrutto ogni cosa.
Rath tornò a Palazzo insieme a lui. Ora l'amico fraterno aveva veramente bisogno, e anche lui doveva chiarire alcune cose con Astar. La loro storia non aveva più vita, se era solo a senso unico. E così sembrava essere diventata.


Arrivati entrambi a Palazzo, furono ricevuti immediatamente da Kivar, il consigliere. Il re e la regina stavano riposando.
-Principe, Generale- e fece un gesto di riverenza.
-Lascia perdere tutte queste smancerie, Kivar, e spiegaci che è successo!- Rath si era innervosito. Non riusciva a dire il motivo, ma Kivar gli aveva dato una orrenda sensazione a pelle.
-Sarò veloce, Generale. Lo facevo per il vostro bene...quello che sto per dirvi sarà scioccante, e cambierà le vostre vite- fermò il suo sguardo su Zan, che lo scrutava col volto serrato.
-Va avanti- gli intimò Zan.
-C'è stato un tentativo di rivolta, fallito, per nostra fortuna, appena in tempo. A Palazzo si tramava contro il Re e la Regina, e contro di voi e vostra sorella Vilandra.-
Zan era impassibile...troppo scioccato dalla notizia...una moltitudine di volti, di tutti i volti appartenenti alla corte gli stavano scorrendo davanti, e non poteva immaginarsi nessuno a capo di una ribellione.
-I rivoltosi sono ora in cella, e presto saranno giustiziati, come vuole la legge del nostro paese. Ecco cosa tenevo a dirvi di persona, prima che lo sapeste da soli. L'organizzatore della rivolta è qualcuno a voi caro...-
Zan cominciò a sentire un dolore in fondo al cuore...non sembrava qualcosa di fisico...la voce di Kivar era tagliente...
-Si tratta di Myral, la vostra amica, la damigella d'onore della principessa Vilandra. Lei ha organizzato tutto, è stata da sempre una spia.-
Un piccolo impercettibile beffardo sorriso apparve agli angoli della bocca di Kivar, mentre osservava il volto di Zan. A quest'ultimo sembrava come se il respiro si fosse fermato per un numero interminabile di secondi...aveva iniziato a sentire le voci intorno a lui farsi metalliche, e si era chinato in ginocchio...aveva sentito la mano di Rath che cercava di sorreggerlo, ma il suo corpo era in ginocchio, e il suo cuore forse non batteva più...aveva perso l'ultima certezza...
-Non può essere vero...vi siete sbagliati...Zan! Ti prego, diglielo anche tu...-
-Nessun errore, Generale. Abbiamo le prove. Le testimonianze. E le confessioni dei complici. Non c'è alcun dubbio...mi spiace- mentì. Tutto, naturalmente, era stato creato da lui.
-Non vi permetteremo di giustiziare Myral senza avere visto queste prove...noi dobbiamo vederle, vero Zan? Dobbiamo essere sicuri noi stessi che sia così...- Zan però non si era rialzato...aveva lo sguardo vacuo ancora perso nel vuoto, e da quando aveva percepito il nome di Myral, non aveva potuto seguire più nulla del discorso...
-Zan!- lo scosse Rath...Zan si mosse, lo guardò, mettendogli paura con quel volto perso, e si tirò su.
-Portami da lei, Kivar.-
-Non è possibile, Principe-
-Ti ordino di farlo Kivar!-
Kivar, a malincuore, acconsentì di accompagnarli nelle prigioni segrete. "Meno vengono in contatto queste due energie, meglio sarà per noi".
-Xam, accompagna me e i signori alle segrete.-
-Sissignore-


Il soldato Xam accompagnò i tre uomini alle segrete. Durante il percorso Kivar fece legggere a Zan e Rath il fascicolo riguardante il caso. Tutto era contro Myral, non c'era dubbio.
Myral si trovava seduta su di una panca, e stava scrivendo. Sentì la presenza di Zan, e alzò gli occhi. I suoi occhi incontrarono quelli di Zan.
Non riusciva a pensare a nulla se non a questo momento: "Ora Zan capirà che sono innocente, e lo spaventoso incubo in cui mi trovo si dissolverà..."
Invece Zan, disse, mentre appariva confuso: -Io ti am...io ti amavo. Non può essere vero...-e voltò lo sguardo...
Per Myral fu come ricevere mille coltellate contemporaneamente...come il fragore di una montagna che si distrugge...quello era il rumore del cuore spezzato...fu come la morte di qualcosa che non sarebbe più tornato...o che forse era solo fuggito per potersi salvare in un altro luogo...era l'amore che fuggiva...
-Zan, non gli crederai?- erano le prime parole che Myral pronunciava per difendersi. Erano le prime parole che pronunciava da quel giorno.
-La mia anima è distrutta, Myral. Tutto quello in cui credevo è finito. Non so più a chi credere, e non so più a chi affidare il mio cuore...-
-Zan...Zan...io...non è possibile che tu non mi creda, come avrei potuto...Zan, ascolta il tuo cuore, il mio è stato mortalmente ferito stasera...ma il tuo forse è ancora lì...ascoltalo...non avrei mai potuto...ascoltalo...-
-Addio, amore mio- le disse con uno sguardo inespressivo, come colui che ha perso tutto, per sempre.
Kivar aveva assistito ad una scena che lo aveva riempito di gioia, che aveva dovuto a stento trattenere: le energie si erano respinte questa volta, non unite. Erano separati, per sempre. Loro dovevano stare divisi.
"Anche Zan è morto stasera...cosa ci hanno fatto, amore mio?" pensò Myral...Rath la guardò ancora un attimo, prima di risalire dalle segrete. Quando tutti se ne furono andati, Myral si lasciò cadere sulla panca, distrutta. E pianse. Come mai aveva fatto...con lacrime amare, piene di disperazione, e...senza più alcuna speranza...


-Zan, c'è qualcosa che non torna.-
-Zan, rispondimi.-
-Zan! Capisci quello che ti dico?-
Rath sembrava parlare ad un automa, non al suo amico. Quel suo amico aveva cessato di esistere.
-E' provato. Ci sono le prove.- interruppe il silenzio, dopo aver solcato il corridoio avanti e indietro, mentre l'amico era fermo.
-Zan, va al di là delle prove. Non PUO' essere vero. Ragiona.-
Zan provava a ragionare. Ma l'unica cosa a cui poteva pensare era quella maledetta prova. La prova per cui lui era stato destinato. La prova era Myral, ma non come aveva pensato lui. No, la prova non era la separazione forzata...la prova consisteva nel sopportare questo dolore infinito, di un amore impossibile con la peggiore delle traditrici...aveva rischiato di mandare all'aria tutto per lei...tutto il pianeta dipendeva dalle sue decisioni e per colpa sua tutto sarebbe andato perduto. La prova l'aveva quasi sconfitto. Quasi.
No, totalmente sconfitto. Lui era l'ombra di se stesso ora. Tutto quello che aveva provato nella sua vita era qualcosa di sbagliato, cattivo. Questo gli diceva il cervello, mentre ragionava. L'opposto di quello che sentiva invece nell'unico pezzo del cuore intatto.
Senza possibilità di consolazione, scivolò piano dal muro in cui si era appoggiato, e a terra, prostrato dal peso di quell'orribile sorpresa, cominciò a piangere violentemente, come mai Rath gli aveva visto fare. Zan non aveva mai pianto in vita sua.


Giunse il giorno dell'esecuzione capitale. I due soli quel giorno, parevano non aver intenzione di nascere sull'orizzonte...anche il cielo voleva piangere di fronte alla imminente morte di un'innocente...
I condannati furono portati nel patibolo preparato, per loro sarebbe stata la morte attraverso scariche laser dell'artiglieria. Nonostante ci fosse quella legge su Antar, non era mai stata utilizzata prima, era un'assoluta novità funesta per tutti. Prima di allora non ne avevano avuto bisogno.
Nei giorni che li avevano separati dall'esecuzione, Rath aveva tentato tutto il possibile, e anche l'impossibile per cercare di liberare Myral: tentò la via diplomatica, implorando la grazia, senza nessun risultato...provò a tentare di liberarla, facendola scappare lontano, magari clandestinamente in uno dei pianeti vicini...ma quel tentativo gli fu impossibile, perchè il giorno dell'esecuzione fu anticipato, impedendo ogni fuga...non gli restò che cercare di farle visita spesso, ma anche questo gli fu proibitivo: Kivar, anzi, dispose che fosse proprio lui ad organizzare la pena capitale...e quando il re glielo ordinò, Rath non potè che obbedire a quel punto.
Vil aveva ricominciato a vivere, a muoversi nel palazzo, ma non poteva nemmeno sopportare che Myral venisse nominata. Rifiutava ogni cosa che riguardasse l'amica. Rifiutava anche la sua esistenza. Vil ora passava le giornate lontano dai suoi fiori, continuamente presa dai capricci riguardo a vestiti di nuova fattura, con i quali stava letteralmente facendo impazzire tutte le domestiche del Palazzo, che si chiedevano dove fosse finita l'adorabile principessa, sostituita da questa bambola capricciosa.
Zan non si era ripreso. La sua bocca non accennava più nessun sorriso, per nessun motivo. Agiva con premura con i suoi adorati genitori di cui aveva messo in pericolo la vita per il suo egoismo. Aveva cercato di comunicare anche ad Ava quello che stava accadendo a Palazzo, e lei rispose che a causa di una grave malattia della madre, era impossibilitata di raggiungere tutti, e che si sentiva completamente sopraffatta da tutto il dolore che era giunto all'improvviso nelle loro famiglie. Zan decise che avrebbe protetto Ava per sempre, una volta marito e moglie. Non sarebbe mai dovuto capitare un altro momento simile, di tale dolore. Rath aveva tentato più volte di fargli cambiare idea su Myral, di riportarlo al vecchio Zan sognatore, innamorato dell'amore e di un angelo. Ma quel Zan era morto, e non sarebbe risorto. Il nuovo Zan viveva nel rimorso, e nella sensazione di aver sicuramente compiuto qualcosa di orrendamente sbagliato.


Myral aveva atteso pazientemente che giungesse anche la morte del suo corpo, dopo che le era stata assestata una coltellata mortale all'anima. Non aveva paura nemmeno di morire, perchè non poteva essere peggio di quello che stava vivendo ora.
L'unico conforto le era dato dallo scrivere. Scriveva continuamente pensieri, poesie, ricordi. E leggeva continuamente il libro di poesie. Era riuscita a nasconderlo tra i vestiti, ed era l'unica cosa che la confortava un poco. Il soldato che le fu assegnato, Xam, si comportò gentilmente con lei. Anche quando scoprì quel prezioso libro tra le sue cose, non le impedì di tenerlo. Xam era uno dei soldati che erano a corte da anni, conosceva ormai tutti a Palazzo. Non poteva credere che la principessina fosse stata capace di un così orrendo piano, ed essendone segretemente infatuato da sempre, cercò di renderle meno duri gli ultimi giorni.
Myral gli fu riconoscente di questo, e gli affidò il libro prima di prepararsi per l'ultimo viaggio.
-Xam...-
-Si, signorina Myral?-
-Xam, avrei bisogno dell'ultimo favore da parte tua. Sei stato un vero amico in questi momenti. Grazie di questo.-
-Signorina, io non avrei potuto comportarmi altrimenti. Cosa devo fare per lei?-
Myral prese in mano il libro delle poesie e glielo passò attraverso le sbarre della cella:-Ti prego, conservalo tu. E consegnalo dopo che me ne sarò andata al principe Zan. So che non potresti, ma tu fallo...fallo, ti prego...- chiese con voce dolce e calma...
Xam ci pensò su, era un gesto per cui avrebbe rischiato grosso, ma conoscendo la magnanimità del principe, e considerando che non avrebbe mai potuto dire di no a Myral, le rispose:-Sarà fatto, glielo prometto.-
Lei gli sorrise -Sei una brava persona, Xam.- e tornò a sedersi sulla panca, in attesa dell'ora.



Xam accompagnò Myral nel luogo dell'esecuzione. Era un luogo vicino al Lago Rosso, dove si trovavano alcune rovine millenarie dei loro antenati. Lei incrociò gli occhi di Rath, che le supplicavano perdono, così gli rivolse un gesto per fargli capire come avesse inteso la sua amicizia. Cercò con lo sguardo Zan, sperando di poterlo vedere un'altra volta, ma nel contempo volendoselo ricordare solo vero e vivo...

-Non è vero! Cioè...sì, non chiamarmi "sua Altezza", tu mi puoi chiamare anche solo Zan-

-Ti piace guardare il cielo?-

-Posso darti solo questo...me stesso...-

-Io ti amo, ti ho sempre amato, e sempre ti amerò...-

-Il cielo mi fa pensare a te...non lo potrò più guardare senza pensare a te...non lo voglio guardare più se non sarà insieme a te...non voglio più fare niente senza te...-


Le si riempirono gli occhi di calde lacrime, che cercò di ricacciare all'indietro. Ripensò anche a quel terribile sogno che aveva fatto proprio prima di lasciare per sempre Zan: in quel sogno aveva avuto una visione di morte e guerra, e una voce sconosciuta ma sinistra la incolpava di ogni cosa, per aver impedito al destino di compiere il suo corso...per quel motivo aveva deciso quel giorno di lasciarlo andare...


-Zan…ti prego, non rendere tutto ancora più difficile…sto così bene con te, mi sento come non mi sono mai sentita...io sono nata quel giorno, il giorno che ti ho conosciuto...e ti devo dire la cosa più difficile di sempre, proprio ora, e lo devo fare…mi hai regalato i momenti indimenticabili della mia vita, come quelli di prima…ma...io non voglio fare niente di sbagliato, e questa situazione lo è...c'è quella cosa tra di noi, e non possiamo combatterla…-


Una lacrima stavolta le scese sulla guancia...In quello stesso momento apparve Kivar, che guidava la famiglia reale: il re e la regina la guardarono inespressivi, Zan non si voltò nemmeno a guardarla immediatamente, Vil non c'era. Così sarebbe stata la sua fine.
Kivar era trionfante: il suo piano stava andando alla perfezione, avrebbe potuto tranquillamente avere in suo pugno Zan, così debole nello stato prostrato in cui si trovava, eliminando Myral, che era il principale pericolo. Inoltre aveva preparato anche un'altra parte insospettabile che si voleva gustare in prima fila. Ma non c'era fine alla perfidia del suo disegno: desiderava tanto una sola cosa che ancora gli mancava...si avvicinò al re Artyan, e gli chiese nell'orecchio qualcosa...il re, dapprima dubbioso, acconsentì...e chiamò:-Rath, vieni un po' qui.-
Rath obbedì all'istante al suo re...-Avrei pensato, su consiglio di Kivar, che fossi proprio tu il giustiziere di quella traditrice.-
Rath pensò di non aver capito bene...-Sire...-
-Spero che lei non stia mettendo in dubbio un ordine di Sua Maestà. Ho consigliato questo perchè so che la vostra mira è infallibile, e sbrigheremmo più in fretta questa spiacevole faccenda.-
Rath, schiumante di rabbia, non potè che acconsentire, anche se sentiva il dolore battergli alle tempie. Xam era incredibilmente rattristato nel vedere come si riferivano a Myral, senza alcun rispetto. Avrebbe voluto liberarla, impedire ogni cosa...Ma come?


Rath si diresse verso il punto prefissato per l'esecutore materiale della condanna, a passi lentissimi, cercando un coraggio che non avrebbe mai trovato...come sparare a lei? Sapendo, anzi sentendo che era innocente? Era impossibile...
Zan, che fino a quel momento non aveva proferito alcuna parola, alzò lo sguardo verso Myral, incontrando di nuovo i suoi profondi occhi scuri...e fu come un'illuminazione, di nuovo...
-Vorrei rivolgere un'ultima volta la parola alla condannata, se me lo permettete, padre...- e cominciò ad andare verso Myral...lei sentiva sempre di più il battito del suo cuore...e lo sentiva amplificato, perchè riusciva a sentire anche quello di Zan...
Lui le arrivò vicino e la guardò come l'aveva sempre guardata, sin dal primo giorno...come se fosse la sua luce...le prese una mano...
"Come ho potuto non capirlo fino ad ora..." sembrò di sentire nella sua mente queste parole di Zan...gli strinse la mano forte, e gli sorrise...era in pace, ora che sapeva che Zan conosceva la verità...non le importava nient'altro...
-Sire, si fa tardi...-la tagliente voce di Kivar ruppe l'aria..."Questa mossa non ci voleva...che diavolo sta facendo quel babbeo? Sento l'energia tornare forte...bisogna chiudere il conto, anzi i conti, al più presto..."...
-Tristzan, avvicinati...è ora...- disse il re...Zan si era risvegliato dal torpore in cui versava negli ultimi tempi, ma cosa avrebbe potuto fare a quel punto per salvarla? Lei era innocente...non riusciva a staccare la sua mano da quella piccola di lei, che lo stringeva forte...ma dovette farlo...aveva capito cosa avrebbe dovuto fare...
Zan si allontanò a piccoli passi sempre più indietro dal raggio d'azione di Rath, che stava tremando di paura, rabbia, impotenza, colpa...Xam era attento ad ogni particolare...Kivar cominciò a scandire un conto a rovescia...
-3...2...1...- ma non fece in tempo a dire Fuoco! perchè successe ogni cosa in un lampo...
Zan urlò in un gesto estremo un fortissimo -Noooooooo- e si gettò su Rath, che aveva nel frattempo diretto l'arma verso l'alto, per non colpire nessuno, non era riuscito ad uccidere Myral, non avrebbe mai potuto...
Xam aveva sparato alcuni colpi in aria per creare confusione, e per poi cercare di liberare la ragazza...
il re e la regina osservavano la scena impressionati...
Myral era immobile, come paralizzata...non poteva credere a nulla di quello che stava osservando...
Kivar era andato nel panico totale...quindi alzò una mano come in gesto e immediatamente si sentirono distinti due colpi, proprio mentre anche Xam stava sparando in aria...
Per un secondo nessuno si mosse, ma quando Zan, rialzandosi leggermente dal corpo dell'amico, intravide una grande macchia di sangue vicino a Myral, corse disperato al suo capezzale...

*I WILL LOVE YOU-FISHER*

-Noooooo...amore mio, tesoro mio...guardami...ti salverò io...non può finirè così...proprio ora che ti ho ritrovato, ora che impedirò che ti venga fatto del male...non può succedere questo...-
-Perdonami, Zan...perdonami...-
-Perdonarti? Di cosa, amore mio?...perdonami tu, per tutto il male che ti ho fatto...perdonami, ti prego...-
Zan stava singhiozzando, abbracciandola, cercando di tamponare la ferita, ma senza successo...era profonda, e non poteva fare nulla per lei...provò con tutta la sua energia, ma si sentiva come se le forze lo stessero abbandonando, come se lo spegnersi di lei stesse spegnendo anche lui...e tutto era inutile...cominciò a piangere, accarezzandole il viso...
-Io...ti ricorderò...per sempre...ti amo, Zan...attento a...- e furono le sue ultime parole...Zan la guardò per qualche istante, incredulo, poi cominciò a baciarle il volto dappertutto, urlando la sua disperazione contro il cielo...
-A cosa??? Myral? Myraaaaal...noooooooooo...ti amo anche io, non lasciarmi così...non lasciarmi, amore mio...-
Xam, aveva approfittato della confusione per fuggire, impaurito dall'esito del suo tentativo...che avesse colpito accidentalmente lui stesso la donna che stava proteggendo?
Nello stesso istante in cui Zan si trovava insieme a Myral, si sentì un urlo disperato provenire anche dalla loggia reale: la regina Zarah stava piangendo sul corpo del re Artyan, colpito da una scarica di energia vagante...
Rath si alcò e si diresse verso quel grido lancinante...chiamò Zan ad accorrere, ma sembrava totalmente incapace di reagire alla perdita di Myral...
Kivar serrò gli angoli della bocca in un sorriso impercettibile alla scena tanto bramata, ancora migliore di come se la sarebbe aspettata...addirittura Zan non era riuscito ad intervenire per la sua bella con un estremo tentativo cavalleresco...e aveva ricevuto in dono anche un colpevole facile per l'assassinio del re...
-Guardie! Seguite quel soldato, Xam...ha attentato alla vita dei reali...Generale Rath, se la sente di organizzare una squadra di ricerca dell'attentatore?-
Rath convenne che probabilmente realmente l'omicida era Xam, era l'unico ad aver sparato colpi, probabilmente aveva colpito sia Myral che il re...ma perchè?
Non rispose a Kivar, si diresse verso Zan, lo raccolse da terra, e lo portò vicino alla madre, che continuava a chiamare il nome del re padre...poi partì alla ricerca di Xam...osservò la posizione in cui si trovava al momento dell'attentato, e la memorizzò...
Durante la sera Kivar accolse nel suo studio un giovane soldato, Nicholas.
-Mi congratulo con lei, Generale Nicholas. D'ora in poi sarà chiamato con questo titolo da chiunque. E' stato veramente prezioso ed attento...ha agito con precisione spettacolare, si merita un premio...due bersagli su due colpiti, quando gliene avevo chiesto uno...è andato tutto meglio del previsto...-
-Si figuri, Kivar. Lei comanda, io eseguo. Lei, la mente. Io, il braccio.- e Kivar sorrise a questa battuta nella notte...


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