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Gloria ღ ([info]antar82) wrote,
@ 2008-03-21 21:11:00
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Roswell // Fanfiction // They Must Never Be Apart (M/L, Z/L, Z/Av, Z/My, A/I, M/M, K/T) // cap.15 d



*La battaglia*


Xam aveva corso, braccato dalle guardie per giorni...non sapeva se sarebbe sopravvissuto a tutto quello che era accaduto...a volte, solo la notte, quando riusciva a trovare un rifugio sicuro, si soffermava a pensare a quei terribili attimi che si erano consumati durante l'esecuzione...
Non aveva fatto che correre da quel giorno...correre...correre...correre...lontano da tutti...lontano da lei...
Probabilmente non era nemmeno riuscito a salvarla, ma non poteva saperlo...era scappato al più presto lontano da tutti...sicuramente non era riuscito, la condanna era inappellabile, ma almeno aveva trovato il coraggio di cercare di salvare un'innocente...
Ora non aveva acqua, cibo e soprattutto non aveva futuro...sicuramente sarebbe stato presto imprigionato, e condannato dalla corte marziale per alto tradimento...
Fu in quell'istante che Xam ricordò che aveva ancora una missione da compiere...che aveva un senso il suo essere ancora vivo...il libro che lei gli aveva assegnato...anche a costo di morire, lui doveva tornare a Palazzo...si girò e cambiò direzione.


Zan si trovava nella sala del Palazzo d'Oro. Era l'unica persona in quella stanza, ma non per questo si sentiva infinitamente piccolo là dentro. Si sentiva solo. Come mai era stato, come mai avrebbe voluto sentirsi. Era nella stanza in cui aveva ballato con Myral in quella serata magica...
Come aveva potuto essere così ottuso da non capire che lei fosse innocente? Non aveva avuto abbastanza fiducia in lei, in loro due, nel loro amore. E lei aveva pagato per questo, aveva pagato con la vita. Ora non si poteva più tornare indietro...avrebbero dovuto scappare, tanto tempo prima, una volta che si resero conto di amarsi. Il loro dovere era di amarsi, perchè l'amore era un dono, e quella doveva essere l'unica cosa importante della loro vita...invece si lasciarono sconfiggere dal destino. E poi lui era stato così stupido da non averla capita, da averla tradita ed ebbandonata proprio nel momento più importante della loro vita. Provava orrore per se stesso, si sentiva un essere spregievole degno solo di morire nel dolore. Non sapeva se si sarebbe mai potuto perdonare...
Dopo aver pianto sul corpo esanime dell'amore della sua vita per un tempo che a Zan sembrò infinito, fece raccogliere con ogni cura il corpo di Myral, lo fece seppellire sulla riva del Lago Rosso, e vi piantò un arbusto di rose bianche, le preferite di lei. Ogni giorno passeggiava, ed ogni giorno arrivava in quel punto e si fermava a rivivere tutta la loro vita, ogni singolo istante passato con lei, per il timore di dimenticarla. Ma questo non sarebbe stato possibile...l'immagine del suo sorriso era come scolpita finemente nella sua mente e nel suo cuore...perfino il profumo di lei ormai era nel suo sangue...

*MY IMMORTAL-EVANESCENCE*

-Sua Altezza. Mi perdoni se sorrido, ma è così buffo così bagnato-

-Già, è stupendo, non si era mai visto niente di simile da molto tempo...le stelle sembrano pulsare, respirare...come se ognuna stesse vivendo...anzi, sorridendo...-

-Sì, ho sentito...sarà sempre così tra noi due...sempre...-

-Stringimi, Zan...-

-Io...ti ricorderò...per sempre...ti amo, Zan...-


Ogni giorno una rosa sbocciava. Non poteva essere tutto finito, Zan sapeva, anzi sentiva che poteva ancora fare qualcosa per riscattarsi...qualcosa per salvarsi...qualcosa per salvarla...qualcosa per riaverla...


Il funerale solenne di suo padre aveva svuotato completamente Vil. Zan non le era di alcun aiuto, sembrava ancora più distrutto di lei. La madre non faceva altro che piangere. L'unica persona che le offriva una spalla su cui piangere era Kivar, ma lei continuava a sentirla gelida...non era più come al tempo del ballo la sera del compleanno della maggiore età...Niente del genere: provava sempre freddo intorno a lui. Ghiaccio. La notte non riusciva più a dormire, era sempre perseguitata dal rimorso: rimorso per aver creduto nell'amicizia di Myral, e rimorso perchè dentro di sè qualcosa le diceva ancora che l'amica non aveva colpe, e sebbene Vil cercasse con ogni forza di ricacciare indietro questa verità questa tornava a tormentarla.
Era l'ennesima notte senza sogni, Vil continuava a rigirarsi nel letto, finchè non cadde improvvisamente in un profondo sonno, costellato di presagi...

*TEARDROP-MASSIVE ATTACK*

Vil stava camminando scalza in un tunnel scuro, in cui l'unica luce proveniva dal fondo... sentiva una goccia d'acqua scendere inesorabilmente e il rumore che faceva giungendo a terra le faceva venire i brividi...il pavimento del tunnel era freddo al tatto di ogni passo, ma lei doveva continuare per raggiungere la luce in fondo...e quando la raggiunse si trovò in una stanza completamente vuota, dalle pareti bianche...dopo un momento di smarrimento in cui Vil si guardava intorno senza vedere nulla, si fermò e vide qualcosa...si avvicinò per capire cosa ci fosse al centro della stanza...disteso a terra, sicuramente morto, nel sangue, vi si trovava Zan...aveva ancora gli occhi aperti...Vil corse verso il corpo del gemello, e prendendo il suo viso tra le mani cominciò ad urlare mentre piangeva, con lacrime che le procuravano dolore da tanto bruciavano...
-Noooooooooo!!! Zaaaaaaaan!!!-
Vil urlò di terrore, e si svegliò di colpo, ansimando, cercando di riprendersi da quella orrenda visione sin troppo reale... "E' solo un sogno" cercò di convincersi, senza troppo successo, "è solo un sogno...un orribile sogno..."
Il mattino dopo Vil si svegliò con una stranissima sensazione che le prendeva tutto il capo, come se la corona che di giorno indossava le si stringesse contro le tempie, comprimendole e facendole sentire il battito del cuore sempre più forte. Le sembrava che la testa le stesse per scoppiare. In effetti non riusciva a smettere di pensare e ripensare a quell'incubo così tangibile, così reale. Non avrebbe retto ad una sciagura simile: vedere il fratello morire tra le sue braccia, dopo tutte quelle disgrazie che le erano capitate, non sarebbe stato sopportabile per il suo piccolo cuore. Mentre si pettinava i lunghi capelli dorati davanti allo specchio in camera sua, Vil cercava dentro di sè di ripetersi sempre lo stesso ritornello "era un sogno, un sogno, un sogno..." ma allora perchè lei sentiva ancora il sangue di Zan tra le sue mani, rimasto dopo averlo abbracciato nel sogno. Si fermò per controllare di avere le mani pulite, ma per un attimo le vide realmente completamente rosse del sangue del fratello. Agghiacciata dall'orrore della breve visione, cominciò ad ansimare, fino a riprendersi per chiamare una damigella: -Fatemi preparare una navetta, devo andare da Tires, proprio stamane.-


Rath aveva ormai interrotto le ricerche del traditore Xam, sul quale era stata posta una taglia in tutta Antar, e anche nei due pianeti più vicini del sistema a due soli, nel caso remoto in cui fosse riuscito a sfuggire tutti i controlli, e rifugiarsi come clandestino là. Le ricerche continue erano state bloccate perchè erano passati già 30 giorni antariani, e le ultime tracce di Xam portavano nei pressi di una zona talmente desolata, il Deserto della Morte, che nessun abitante vi si era mai inoltrato, per cui gli rimaneva o la morte certa, o il ritorno indietro nella Capitale. Ma Rath non aveva smesso di voler cercare la verità, e quindi aveva chiesto un'indagine accurata del giorno dell'esecuzione. Da quei dati aveva desunto che dalla posizione in cui si trovava sarebbe stato impossibile per Xam colpire in due posti così differenti a così breve distanza...Xam era innocente, quindi, ma Rath non poteva aiutarlo in nessun modo, perchè le sue indagini private non potevano valere come prova agli occhi di Kivar. L'unico modo per aiutarlo era smettere di cercarlo in ogni luogo, e sperare che non fosse mai trovato. Glielo augurò col pensiero. Ma almeno Zan andava informato di questo. Nessun altro innocente avrebbe mai più dovuto pagare per colpa loro. Inoltre questo voleva dire che era stato qualcun'altro a colpire, ma comandato da chi? Il solo pensiero in un tradimento così feroce fece scorrere un brivido lungo la spina dorsale di Rath.
Ma Rath era anche tormentato da un'altra cosa: il suo rapporto con Astar. Era passato talmente tanto tempo dall'ultima visita alla sua donna, durante i funerali non vi era stato il tempo materiale, e l'unica cosa che avevano potuto scambiarsi era stato uno sguardo. E quello sguardo a Rath non era piaciuto, perchè gli era sembrato del tutto vuoto. Non vedeva niente dietro i cupi occhi di Astar. Ma ora doveva assolutamente capire il perchè di questo. Si trovava di fronte alla porta della sua casa, nella capitale.
Aprì la porta proprio la giovane, che rimase per un po' seria, con un'espressione piatta che lo indagava. "La sua energia sola è incredibile, è così stimolante... sento qualcosa in me che vorrebbe rinascere... " Astar formulò questi pensieri...
-Salve Astar...-
-Rath...-
-Lasciami parlare, perchè ho già un discorso molto lungo da farti, e come sai, io non sono bravo con le parole.-
-Non posso, Rath... noi...- "Astar, la vera Astar, vuole tornare... ma com'è possibile? Io l'ho spazzata via per sempre... non esiste più..."
-Hai fatto bene a pronunciare quella parola... noi... che ne è di noi? Non capisco il futuro di questa storia... perchè non mi hai risposto? Ti ho scritto sempre come mi avevi chiesto senza crederlo nemmeno tu- e qua si interruppe per un lieve sorriso -e in effetti non ci credevo nemmeno io mentre lo stavo facendo, ma ti ho scritto ogni volta che ho potuto fermarmi e pensare a qualcosa che non avesse a che fare col mio lavoro... e-
-Rath, io...- "Vattene... Vattene Astar... non puoi tornare..."
-...E quel qualcosa a cui pensavo... eri sempre tu.- concluse Rath. Era stato un po' goffo, ma talmente sincero da far piangere il cuore dalla tenerezza. Ma ormai Astar non aveva più un cuore da far piangere. Eppure...
-Rath, dobbiamo finirla qua. Tu sei un soldato, e io non posso vivere a casa ad aspettarti per sempre.-
-E' così allora... hai cambiato idea, è esattamente il contrario di quello che mi hai detto l'ultima volta...Non ti riconosco più...-
"Mi fa male al cuore... che mi succede... vattene... io non posso..." Astar si trovava in confusione, non riusciva più a controllarsi...doveva lasciarlo, Rath nella vita di Astar era solo un ostacolo alla sua missione ora, mentre era stato importante prima per la sua connessione con la famiglia reale, ora avrebbe potuto essere troppo rischioso, poteva farle saltare la copertura... doveva lasciarlo, ma... all'improvviso non voleva più. La cosa non aveva il minimo senso perchè Rath le era completamente indifferente. Ma quell'energia le stava facendo qualcosa...
-Rath...-

*HOW YOU REMIND ME-NICKLEBACK*

All'improvviso lui si avvicinò col suo viso a quello di lei e si scambiarono un bacio molto intenso In quel momento Astar sentì scoppiare dentro la sua mente la vera Astar, e tutti i suoi sentimenti per Rath... per un attimo i suoi occhi increduli erano tornati ad essere verde smeraldo... Astar-l'intrusa aveva capito che nell'energia di Rath era trasferita un po' di quella della vera Astar, c'era stata tra loro una profonda unione nel passato, e questo aveva causato quel momento così strano tra loro ora. Scioccata da quell'esplosione di sentimenti che come milioni di fuochi d'artificio le stavano turbinando nella mente, si staccò velocemente da Rath, continuando però a guardarlo, con gli occhi ormai quasi neri come l'abisso...-Addio- e scostandosi chiuse la porta. Rimase ancora appoggiata alla porta appena chiusa con gli occhi serrati pensando al bacio:"Ma com'è possibile che io voglia riprovare tutto questo ancora...?"
Rath sussurrò la parola -Addio- a sua volta, e si diresse verso il Palazzo d'Oro, pensando che senza più Astar era perso, ma con quell'Astar così estranea non avrebbe saputo come andare avanti. Pensò a quello che aveva sentito provenire da lei, ma solo durante il bacio. Come se il fuoco per un attimo avesse sciolto il ghiaccio, ma fosse stato immediatamente soffocato da milioni di aghi gelati.


La principessa Vilandra giunse alla Grotta dei Soli. Tires sembrava la stesse attendendo, nonostante non fosse stato avvertito della visita improvvisa.
-Principessa...-
-Salve Tires...-
-Ti stavo aspettando...-
Vil rimase stupita dalle sue parole...lui era il Grande Sacerdote, custode del destino, probabilmente conosceva anche già quello che lei doveva raccontargli. Doveva assolutamente capire cosa stava succedendo nei suoi incubi...
Sistematisi nell'antro del sacerdote attorno ad un tavolo di pietra, Vil prese la parola:
-Tires, stanotte è successa una cosa terribile nei miei sogni...-
Tires le prese la mano...-Che cosa è successo esattamente?- Vil voleva ritrarre la mano perchè stava ricominciando a vederla sporca di sangue, ma lui continuava a trattenerla...
-Io...in un orribile sogno ho visto... ho visto Zan morto. Era stato ucciso e non avevo potuto impedirlo... e le mie mani... sono ancora macchiate di sangue... come se... come se fossi stata io stessa a decretare la sua morte...-
Tires non apriva bocca e teneva gli occhi chiusi... il contatto con la mano di lei gli permetteva di vedere le sue orrende visioni di morte e di leggere anche qualcosa di più nel suo animo.
-Kivar... cosa succede a Kivar?- chiese infine riaprendo gli occhi.
-Cosa c'entra Kivar? E' estraneo a tutto questo...- Vil era sconvolta. Nonostante tutto non poteva capire come Tires riuscisse a leggerle dentro la profonda inquietudine dovuta al cambiamento repentino di Kivar...
-Io sento che lui è differente ora... e tutto questo ti turba profondamente... lo devi lasciare...e soprattutto lo devi allontanare da te definitivamente...-
-Ma non è possibile, Tires. Noi ci amiamo... io lo amo...-
-E lui? Lui ti ama?-
Vil non poteva più rispondere sì a questa domanda, non certo con la stessa sicurezza che aveva provato in passato. Certamente faceva ancora di tutto per accontentarla ma sembrava un automa più che un promesso sposo. Nella sua mente si formarono nebulose immagini di Kivar mentre schiaffeggiava una donna, ma non poteva dire chi fosse...le sembrava di guardare attraverso la finestra della camera di Myral questa incomprensibile scena...
-Quello che hai sognato potrebbe avverarsi davvero, ma a noi non è dato sapere come e perchè, e soprattutto quando... Hai compiuto questo incubo a causa del dolore enorme che stai provando, e che ti sta prostrando... e Kivar sta aggiungendo dolore su dolore alla tua vita... e per impedire che la terribile profezia che hai potuto vedere si avveri, devi estirparlo dal tuo destino.-
Vil sorrise amaramente:-Esiste un destino anche per me dunque, non solamente per Zan?-
-Sì, ma forse non sarà così arido come tu lo stai immaginando ora. Allontana Kivar finchè sei in tempo per farlo....-


Da due direzioni opposte, sia Vil che Rath stavano tornando a Palazzo. Si incontrarono nel giardino per caso, poichè guardavano in basso mentre procedevano, completamente divorati dal dubbio e dalla tristezza.
-Rath...- Vil si slanciò in un forte abbraccio verso l'amico che la strinse d'istinto forte a sè. Anche lui aveva bisogno di conforto dopo tutto quello che era successo con Astar. Mentre raggiungeva il Palazzo d'Oro temeva di aver perso l'uso della vista perchè tutto il mondo gli pareva offuscato dalle tenebre. Ora aveva tra le braccia una ragazza che sembrava chiedergli la stessa dimostrazione di affetto che lui desiderava tanto...
-Vil...-
Vil alzò il suo sguardo verso quello di Rath e le venne in mente l'unica soluzione al suo dilemma...
Gli chiese improvvisamente:-Vuoi sposarmi?-

*THE TRICK IS TO KEEP BREATHING-GARBAGE*

-Vil...-
-Non è come sembra, non sono pazza... ma se voglio salvare i pezzi della nostra vita devo compiere questo gesto...e tu devi aiutarmi, Rath...- mentre diceva questo si era resa conto inorridita di quanto fosse stata una mossa precipitata -oh... scusa, ho parlato senza pensare ad Astar e te, da vera egoista...dimentica tutto quello che ho detto... forse sono veramente pazza...-
-Sì-
Vil non riusciva ad alzare il volto per la vergogna, ma come aveva potuto chiedergli una cosa del genere? Ci voleva un'altra soluzione per allontanare Kivar da lei e dal trono...
-Sì, nel senso "Sì, sei pazza"?-
-Sì nel senso che voglio sposarti-
Vil ora era senza parole...sentì di poter alzare lo sguardo...
-Io e Astar ci siamo appena lasciati, e la devo dimenticare per sempre, mi ha respinto in una maniera che non lascia aperto alcuno spiraglio per il futuro. Sono libero...- Rath stesso però non credeva a questa definizione, il suo cuore era ancora fortemente incatenato, la disse più per autoconvincersi che per spiegarsi -e voglio aiutarti... solo... dimmi perchè?-
-Mi dispiace tanto Rath, per te e Astar, mi dispiace tantissimo, credimi...- e cominciò a piangere sommessamente appoggiata al suo petto...era come se tutta la loro vita fosse completamente ribaltata in un inferno senza fiamme e quindi impossibile da spegnere...
-Siamo intrappolati in un lungo incubo, Vil...-
-Rath, ho sognato che a causa mia Zan sarebbe morto orribilmente, e Tires mi ha suggerito praticamente di eliminare Kivar dalla mia vita per impedirlo...-
-Kivar, hai detto?-
-Sì...-
-Kivar è implicato in qualcosa? Che collegamento ci sarebbe tra lui e il tuo sogno?-
-Nessun collegamento...No! Non può essere...non è possibile per me sentire ancora parlare di tradimenti e complotti dopo...dopo quello che è successo... Tires ha solo detto che Kivar porta dolore...lui sa più cose di noi, e io mi fido di lui ciecamente...io sacrificherò il mio amore per Zan-
Rath rimase estremamente colpito dal coraggio dell'amica -Allora hai pensato di ottenere da tua madre il benestare di sposare me per allontanarlo definitivamente oltre che da te, anche dal trono-
-Esatto...-
-Speriamo che possa servire, mia cara Vil, speriamo...- disse baciandole la fronte.


Rath e Vil entrarono mano nella mano a Palazzo, sotto lo sguardo sconcertato di tutti quelli che incontravano. Si diressero verso la Sala del trono, in un cui la regina Zarah stava continuando a piangere le ultime sue lacrime.
Risoluti, si inchinarono davanti al trono, e chiesero la sua attenzione.
Durante il colloquio, il volto della regina mutava, dapprima apatico, poi semplicemente triste ad un volto infine sollevato. Era sempre stato un sogno segreto del re quello di vedere Rath e Vi insieme, anche se non aveva mai compiuto alcun gesto per spingerli. La regina acconsentì alla loro richiesta. Da lì a sette giorni antariani si sarebbe celebrato un doppio matrimonio: tra Tristzan e Ava e tra Rath e Vilandra.
Dal retro di una colonna dell'atrio regale un volto maligno meditava vendetta. Kivar.


Tornato indietro a Palazzo, travestito da mendicante per nascondersi nel buio della notte, Xam era riuscito a sfuggire a tutte le guardie che gli erano alle calcagna. Ormai era stato dato per morto nella parte desertica di Antar.
Questo agevolò il suo compito: da buon conoscitore del Palazzo, si portò senza troppa fatica vicino alla finestra del principe fortunatamente aperta, e attraverso un perfetto lancio, depositò la sua missiva all'interno, pregando che il principe la vedesse il prima possibile. Cercò di sgattaiolare via nell'ombra della notte, ma...


Zan rincasò molto tardi quella notte, cercando di evitare di incontrare chiunque. Voleva assolutamente reagire a tutto il male che era avvenuto, ma ancora si sentiva troppo debole per farlo. La sua sensazione di mancanza sembrava incolmabile: era solo senza Myral. E fu proprio quando entrò nella sua stanza che lo vide, e per poco non trasalì: il libro di poesie di Myral. Come aveva fatto ad arrivare lì? Notò la finestra aperta, e prima ancora di prendere in mano il libro, si sporse dal suo davanzale... per un attimo aveva pensato che poteva averglielo portato lei stessa... si rese conto della sciocca speranza che aveva avuto, e rientrò nella camera, raccogliendo da terra il libro, che era esattamente come se lo ricordava, forse solo leggermente coperto di sabbia dorata. Cominciò a sfogliarlo tutto, finchè non arrivò alla bellissima e sconosciuta poesia che aveva letto quella sera insieme a Myral. C'erano ancora i loro nomi scritti in quella pagina, essi brillarono un istante.
Zan era estremamente toccato da tutto quello che stava accadendo. E proprio allora notò un piccolo foglietto argenteo nella pagina, intestato "al mio Zan". Un brivido corse lungo la sua schiena....


Il sogno si è dissolto
in fili argento ed oro
che incatenano il mio cuore disperato
ma il nostro sogno
non potrà
mai
essere del tutto vinto
e per l'eternità
ci vincolerà.
Ovunque saremo,
noi saremo un'unica anima
in un abbraccio infinito.

tua,
prima, adesso e dopo

Myral



Dopo aver letto più e più volte la poesia immaginando la voce di Myral che gli rivolgeva quelle parole amorose e disperate, fino al punto di sentirla realmente sussurrargliele all'orecchio, Zan depose il libro sul tavolino vicino al suo letto, e si coricò, con dentro una forte sicurezza: non era più solo. Poco più tardi si agitava nel sonno, come da tempo non faceva. Non succedeva più perchè il suo cuore non trasmetteva più alcuna emozione, e quindi il suo cervello non produceva più sogni: non ne era capace nè da cosciente, nè durante il sonno. La notte era sempre calata su di lui.
Ma quella notte qualcosa di diverso stava nascendo nel suo cuore...

Si trovava in un mondo differente, non ancora piegato dal male, un mondo blu e celeste, estremamente etereo. Un luogo che non sembrava esistere su Antar.
Zan camminava su di un ponte sospeso su un burrone ricoperto da una ricca vegetazione al chiaro delle tre lune, che permettevano a tutte le stelle del cielo di brillare pulsando. Alle sue spalle si trovava una cascata che limpidamente scrosciava inesorabile.
Era vestito con gli abiti più alti che si potessero portare su Antar, l'alta uniforme, e indossava sulla fronte una corona argentea. Camminava in un sogno impalpabile ma che sembrava così reale...
All'improvviso una luce attrasse la sua attenzione: una fonte luminosa e chiarissima si avvicinava sempre di più a lui che si fermò, con il cuore palpitante. Conosceva troppo bene quella sensazione...
-Myral...credo di essermi smarrito in un sogno...-
La luce si diradò appena lasciando comparire il bel volto di Myral. Indossava un lungo abito bianco, e portava i capelli lunghi e neri sciolti, trattenuti all'indietro da una rosa bianca sulla parte sinistra del capo. Lei istintivamente gli sorrise, al che anche lui rispose come se la luce che splendeva dalla sua bella si riverberasse nella sua anima. Gli si avvicinò piano salendo sul ponte, e intrecciarono le mani. Il tocco vitale che da tanto mancava a Zan.


*#1 CRUSH-GARBAGE*

-Zan...finalmente ti ho ritrovato...è da sempre che ti cerco...questo è un sogno, hai ragione...ma il nostro incontro sta avvenendo davvero, in un punto preciso dello spazio e del tempo...-
Subito lei portò le sue mani sul suo bel volto, e gli accerezzò le guance...-Che ci hanno fatto, amore mio?- disse Zan mentre non riusciva a controllare le lacrime, congiungendo le sue mani a quelle delicate di lei, e baciandole.
-Il nostro amore invincibile li ha colpiti. Ci hanno dovuto separare per sperare di poter vincere-
-Ma chi può fare una cosa simile? Tu prima di lasciarmi mi hai detto di stare attento a qualcosa...-
-Il nemico è amico...-
-Myral, sento che il sogno sta svanendo...perdonami amore mio...perdonami, o non potrò più andare avanti...anche se sarà impossibile per me perdonare me stesso...perdonami...-
-Shh...non ti posso perdonare semplicemente perchè non hai niente da farti perdonare da me...- si strinse al suo petto, mentre lui la cingeva con le sue forti braccia...poi alzò gli occhi scuri verso di lui incrociando il suo sguardo -ma voglio una promessa da te, come io farò una promessa a te...-
Myral si discostò da lui, e gli porse un ciondolo che conteneva la spirale...-Questo è il simbolo della nostra galassia, e del nostro mondo in essa. E' un simbolo legato alla Terra. Sono due mondi che si abbracciano. Ne esistono due: l'altro lo può trovare solo Tires, sulla Terra. Riuniscili, Zan, e capirai tutto. Tu vedrai altri mondi lontani, e sei destinato a cercarmi e ritrovarmi. Vai da lui, e cercami per sempre, come dovrò fare io...anche se questo ci costerà altro dolore...promettimi che non smetterai mai di credere in noi due...-
Zan, guardandola negli occhi dopo aver preso tra le sue mani il ciondolo le promise: -Farei tutto per te...Non potrei più smettere di credere in te e in noi...- E un attimo prima di baciarla ci fu una luce accecante e il sogno svanì.


Zan si svegliò incredulo di quello che aveva sognato, anzi vissuto. Sapeva che quel sogno era realtà. Un ciondolo a spirale materializzatosi sopra il libro di poesie, dove prima non c'era, lo dimostrava.


-Che cosa?-
-Zan, noi due abbiamo organizzato il nostro matrimonio, si compirà lo stesso giorno in cui tu sposerai Ava.
-Ma...Kivar e Astar?-
Zan aveva incontrato Vil e Rath e stava ascoltando l'incredibile storia che i due gli stavano raccontando.
-Non...non possono più stare con noi...- rispose Vil, molto insicura...
-Riesci a immaginarti il nostro matrimonio?- Rath si rivolse all'amico.
Zan non poteva. Era stranissimo al solo pensiero. Eppure era come si stesse compiendo il destino incrociato dei quattro ragazzi. Alla fine del suo ragionamento riuscì a dire:
-Sì...posso farlo...- ma non sapeva perchè, il pensiero di quel giorno in cui si sarebbero celebrati i due matrimoni lo faceva rabbrividire.
-Zan, avrei un'altra importantissima cosa da dirti. Non so come farlo... ieri sera ho catturato...ho catturato Xam.-
A Zan si accesero gli occhi. Xam era l'assassino del padre e del suo amore. Tutto il dolore che stava provando esplose come un ordigno infernale.
-Non pensare a come fargliela pagare...perchè è innocente.-
-Come può essere innocente?-
-Nessuno avrebbe potuto sparare dalla sua posizione in due direzioni così lontane, aveva degli ostacoli che lo impedivano. Ho studiato il caso, Zan, perchè non mi convinceva la dinamica. Ti assicuro che è innocente.-
Zan credeva a Rath, era il suo riferimento. Non avrebbe mai più compiuto l'errore di non fidarsi di un amico, di non ascoltare il cuore più che la ragione. Ma allora chi era stato? Le parole di Myral nel sogno ripiombarono nella sua mente: "Il nemico è amico".
-Lo so.-
-Lo sai?-
-Sì, lo so.-
Rath e Vil si guardarono, senza capire.
-Zan, sei più strano del solito. Capisco che la notizia che ti abbiamo dato sia alquanto scioccante, ma...-
-Vil, io lo so. Stanotte ho avuto un sogno... penserete che io sia pazzo, ma il sogno era così vero.-
Vil si rivolse a Rath, cercando comprensione, poi disse a Zan.-Di solito sono io che sogno...mi rubi il mestiere-e sorrise.
-Questa volta non era solo un sogno, era realtà.-
-Zan, non ha senso quello che stai dicendo...-
-Ascoltatemi, non sono pazzo, sono tornato in me...sono guarito e mi ha guarito LEI.-
Rath e Vil capirono immediatamente a chi si stava riferendo.
-L'ho incontrata e mi ha detto delle cose, tra cui "Il nemico è amico".-
Rath fece un cenno di assenso a Vil, che disse:-Zan, giorni fa ho avuto una premonizione in sogno. Non so che effetto potrà avere dirtelo, ma... ho visto una cosa orribile...ho visto la tua...la tua morte...e per impedire che accadesse mi sono recata da Tires, che mi ha spiegato come Kivar porti dolore...Insieme a lui ho visto una strana scena nella mia mente, qualcosa che non fosse visto dai miei occhi ma dagli occhi di qualcun'altro, mi sembrava dalla camera di Myral...Kivar stava dando uno schiaffo ad una ragazza...non so chi fosse, se fossi io o se fosse qualcun'altro...ma io ho deciso. Sparirà dalle nostre vite, definitivamente.-
Zan ricordò le ultime parole di Myral...qualcosa di soprannaturale gli diceva che bisognava seguire un certo percorso, e questo percorso era stato determinato da Tires.
-Rath, portami da Xam. So che l'hai catturato, ma so anche che non l'hai imprigionato...portami dove lo nascondi-


Il principe e il capo della Guardia Reale si stavano avvicinando alla piccola capanna dove era nascosto dalla sera prima. Dopo aver compiuto la sua missione credeva di non avere più alcuno scopo e pensava sì, di poter morire. Ma nel momento in cui si era sentito un'arma sulla schiena non aveva potuto fare altro che rabbrividire pregando che la sua fine fosse il più possibile veloce. Ma proprio allora quello che il nemico alle spalle gli disse lo riportò alla realtà: -Xam, ti voglio aiutare perchè so che sei innocente. Non so perchè sei tornato a Palazzo, ma sono contento che tu sia vivo.-
Xam si voltò e vide il bel volto di Rath, che era stato il suo superiore. Xam credette di non riuscire più a reggersi, la debolezza di tutti quei giorni da fuggiasco era comparsa ora che lo spirito che lo sosteneva per terminare la missione non aveva più senso di esistere. Gli restò solo un istante per chiedergli:-Si è salvata?-
Rath scosse il capo e Xam svenne. Si risvegliò qualche tempo più tardi con il superiore che gli aveva portato del cibo e gli aveva spiegato come nessuno lo avrebbe cercato in quel luogo, e che avrebbe informato di tutto Zan, per escogitare un piano per liberarlo per sempre da quella situazione, con una nuova identità, dato che Xam era ritenuto ormai morto era possibile per lui ricominciare con un altro nome.
Ora eccoli lì fuori, insieme alla principessa. Dopo essersi accuratamente guardati intorno entrarono tutti e tre nella capanna.
Xam si mise sull'Attenti!, ma dopo aver osservato gli sguardi dei tre capì quanto fosse fuori luogo quel gesto in quel momento, e rilassò le membra.
Zan fu il primo a parlare:-Sei stato tu a riportarmi il libro di Myral? Perchè?-
-Me lo chiese lei prima di...e poi è stata l'unica cosa che mi ha fatto continuare a vivere...il sapere di dover fare questa cosa per lei mi ha tenuto in vita...-
-Quello che hai fatto ha riportato in vita anche me, lo sai?-
-Principe...-
-La tua lealtà ti ha liberato...ma ora io ho bisogno ancora del tuo aiuto. Me lo vuoi concedere?-
-Sì sua Altezza...- Xam si sentiva di nuovo vivo, con uno scopo nobile da perseguire...


Vilandra passeggiava nel giardino alla luce delle tre lune, cercando di immaginare di aver messo tutto a posto con il suo gesto, anche se sapeva benissimo che mancava ancora un tassello importante: doveva comunicare a Kivar la sua decisione di finire la loro storia. E questo per lei era dolorosissimo perchè le restava sempre la speranza seppure flebile che lui fosse ancora il suo Kivar. L'amore non si spegne come il fuoco di una candela, e farlo soffrire per lei era ancora una cosa tremenda, anche se ormai c'era solo un piccolissimo dubbio che in Kivar restasse ancora qualcosa dell'antico amore.
La raggiunse proprio lui, come se avesse sentito il richiamo del dolore.
-Mia principessa...ti ho vista parlare con tua madre stamane.-
Vil non riusciva a sostenere il suo sguardo:-Kivar, io devo realizzare il sogno di mio padre: sposerò Rath e non potrò sposare te.-
Kivar ghignò per un istante, ma poi trattenne la sua stizza:-Come potrei mettermi tra te e il "volere" di tuo padre...ma- e dicendo queste parole, si avvicinò ancora più a lei fino a sollevarle il viso e obbligarla a fissarlo con gli occhi bagnati di lacrime -giurami che non c'è più niente tra di noi...allora potrò lasciarti veramente andare...-
Vil non distaccò più lo sguardo e non riuscì a fermarlo mentre lui la cominciava a baciare dolcemente...ma durante quel bacio sentiva progressivamente venire a mancare la sua energia e la testa le sembrò scoppiare...si separò da lui e corse via urlando:-Non c'è più niente tra di noi!-
Kivar fissò la sua figura sparire al di là di una pianta del giardino, e abbassò lo sguardo sorridendo.


Qualche tempo dopo, appena arrivò Ava a Palazzo, Zan decise che era giunto il momento decisivo per tutti loro: era necessario recarsi da Tires ed elaborare un piano per riuscire a mantenere la promessa fatta a Myral nel sogno.
Zan, Vil, Ava, Rath e Xam, che riuscì a viaggiare con loro grazie al potere di Ava di nasconderlo con la sua mente, si recarono alla Grotta dei Soli, crocevia della verità sul futuro.
Tires li stava già aspettando sulla soglia. Li fece entrare velocemente. Dopo aver esposto il piano di Vilandra per liberarsi di Kivar, e dopo aver riflettuto per qualche momento, sbottò:
-Non funzionerà...-
-Tires, le tue parole non sono chiare...cosa non funzionerà?- esclamò Rath.
-Non è tutto qua, Tires, c'è dell'altro...devo raccontarti di Myral...- disse Zan guardando il sacerdote con uno sguardo fermo e sicuro...Vil sembrava rincuorata nel vederlo tornato semplicemente se stesso.
Tires spalancò per un secondo gli occhi al nome di Myral, poi ritornò al suo usuale sguardo stanco per esclamare solennemente:-Non funzionerà. Ho visto il vostro futuro...e...la vostra terribile prova. Tutto avverrà il giorno del doppio matrimonio. Il tuo sacrificio Vil è stato eroico, ma è tutto segnato. Siamo spacciati. Kivar ha già trovato un altro modo per sconfiggerci, un modo per aggirare l'ostacolo che gli hai creato. D'ora in poi qualsiasi cosa faremo, sarà inutile. Antar è spacciata.- e sospirò.
Zan sentì la rabbia crescere a dismisura. Non gli importava chi si trovava di fronte, si sentiva fortemente preso in giro e non riuscì a trattenersi più e parlò con sicurezza:-Non può finire così. Non dopo che stiamo facendo esattamente quello che per secoli mi hai ripetuto quanto fosse "giusto", quello che ci era stato destinato, e che compiendolo avremmo placato le ire di non so quale dio che non mi vuole felice, ma disperato e desideroso di morire! Non ho più niente, capisci! Niente! Preferirei aver perso il mio trono e tutto quello che ho in cambio della felicità che ho perso mettendo a tacere il mio cuore! Beh, ora non sono più disposto a farlo...non la perderò due volte. So che non è finita, e tu insieme a noi troverai un modo.-
-Calmati Zan...- Rath cercò di fermare l'ira dell'amico.
-No. Ho fatto parecchi errori nella mia vita, e il più grande è stato quello di arrivare a credere di poter compiere il mio "destino", senza dare ascolto a quello che io "sentivo" fosse essere il mio destino. Non sbaglierò più, non ora che so per certo che abbiamo un'altra possibilità.-
Tutti trattennero il fiato a questa esclamazione, ma non Tires che si limitò di nuovo a spalancare gli occhi cerulei.
Zan continuò:-Ho incontrato Myral in un sogno. E mi ha mostrato il modo. Tu ci devi aiutare a farlo-
Tutti guardarono Tires ma il suo sguardo non lasciava trapelare nulla.
-Mi ha dato questo- e mostrò il ciondolo che conteneva la spirale -e mi ha detto che devo riunirlo con un altro sulla Terra che solo tu puoi trovare.-
Solo allora Tires rispose a Zan pacatamente:-Sembra che tu abbia trovato la tua vera forza, Zan. Combattere per qualcosa a cui credi ti ha riportato in vita. Mi chiedi di cercare quel ciondolo sulla Terra, e se so dove trovarlo è perchè io stesso l'ho nascosto sulla Terra, moltissime ere fa. Il tempo qua su questo pianeta viaggia in modo diverso rispetto alla Terra, è come fossimo in un'altra dimensione, considerata la lontananza e le differenze. Ho nascosto il ciondolo quando siamo partiti dal nostro pianeta gemello per l'ignoto. Io ho semplicemente un dono che mi permette di vedere dove altri non riescono quello che accadrà, e sapevo che avremmo dovuto ritornare alle nostre origini prima o poi. Così lo nascosi, lì sulla Terra da dove partimmo.
Noi siamo un'evoluzione del genere umano. Dopo tempo e tempo si sono create enormi differenze anche fisiche tra noi e i terrestri, ma siamo tutti la stessa cosa. Loro sono noi in potenza. Noi siamo loro in atto.-
Tutti erano sbalorditi da quella spiegazione. La Terra sembrava un luogo così impalpabile, ora diventava la loro origine. Diventava reale.
-Ma...come avete viaggiato dalla Terra ad Antar? Intendo, se aveste usato le astronavi che abbiamo noi ora, dopo ere, le avrebbero dovute avere anche i terrestri, ma sappiamo benissimo che non è possibile per loro raggiungerci.-
-Giustissima osservazione, Ava. In effetti non usammo nessuna astronave, ma una pietra: il Granilith. Partimmo entrando attraverso una grotta che conteneva una pietra a forma di cono. Sulla Terra vivevamo in armonia con la natura e con gli animali. Non volevamo scappare, semplicemente fummo attratti inesorabilmente da quella grotta, pensando che gli dei ci volessero. Non sappiamo chi abbia messo il Granilith in quel posto, nè perchè. Questo nemmeno io con i miei poteri di chiaroveggenza l'ho mai potuto sapere. Qualcosa deve rimanere un mistero, evidentemente.-Tires sorrise.
-Una volta entrati, io toccai la pietra con una mano, e quella reagì al mio tocco. Un vortice ci avvolse tutti e ci trovammo dentro al cono. Lì fu il caos. Non riesco nemmeno a dirvi con le parole quello che si prova a fare quel viaggio. E poi ci trovammo qua. In questa Grotta, che denominammo poi la Grotta dei Soli, in quanto appena uscimmo, rimanemmo sconvolti nel vederne due nel cielo.- Tires ripensò a quel giorno e continuò: -Qua trovammo questo nuovo mondo. Uscimmo dal Granilith e la nostra vita cambiò per sempre. Non so perchè sono arrivato qui, è qualcosa di sovrannaturale che non riesco a sondare nemmeno io. Il viaggio però mi cambiò. Io cominciai a vedere delle cose, dapprima in sogno, e in seguito le visioni comparvero anche di giorno, specialmente quando mi riavvicinavo al Granilith. Provai a toccarlo di nuovo varie volte per tornare a casa, ma qua c'era qualcosa di differente rispetto a quando siamo partiti. Ricordo benissimo che nella grotta sulla Terra c'era un cristallo inserito in un incavo. Qua noi non abbiamo mai trovato il cristallo. Quella è la chiave per riaprire questa porta che mette in comunicazione il nostro mondo, Antar e la Terra.-
I cinque ragazzi erano sotto shock, nessuno sembrava voler essere il primo a parlare, tante erano le domande senza una risposta. Ruppe il silenzio Rath:-Come mai nessun'altro dalla Terra è mai riuscito a tornare qui passando attraverso il Granilith?-
-Me lo sono chiesto anche io, miliardi di volte, per una eternità. L'unica spiegazione possibile è che entrambe le chiavi debbano funzionare contemporaneamente, i due cristalli devono essere inseriti sia là che qua al momento del viaggio. Ma io non so chi li abbia inseriti, e come mai il cristallo da questa parte sia scomparso al nostro arrivo. Forse è scomparso anche l'altro. Forse si può usare una sola volta questo passaggio. L'idea che mi sono fatto è che dovesse andare così. In quel momento, in quell'istante spazio-temporale, solo noi eravamo destinati a giungere fino a qua. E la porta si riaprirà quando sarà necessario, o così almeno io penso funzionerà. Qualcuno sceglie per noi.-
Zan chiese:-Tu sei... immortale?-
-No, Zan, io non sono immortale. Anzi, so per certo che morirò, ma non posso pronunciare questo pensiero a nessuno nè influire in alcun modo per cambiarlo. Ho visto morire tutti i miei compagni originali, e ho assistito alla nascita di questa felice civiltà. Ho visto generazioni e generazioni, nascere e morire. Ho vissuto le modifiche radicali del mio corpo e della mia mente, accettando tutto, perchè questo è il mio destino. Ho solo intuito cosa il perchè di tutto questo, ma non chiedo risposte. Seguo il mio destino-
-No... noi creiamo il nostro destino, io penso che tutto dipenda da noi.- Zan apostrofò così il suo maestro -Tu lasci che ogni cosa ti scorra addosso, e non metti in gioco niente per cambiarla.-
-Ti sbagli Zan. Sono io che ho toccato il cono, che ho cominciato tutto. E per quanto fossi attirato da una forza sconosciuta, ho scelto io di farlo.-
-Parlami del ciondolo. Che significa?- Vil continuava a fissare il simbolo della spirale doppia.
-Quello per il mio popolo sulla Terra aveva un significato ben preciso: l'Albero della Conoscenza. Io lo nascosi il giorno che trovammo la grotta, nella grotta. Un segno che testimoniasse per qualcuno il nostro passaggio lì.-
-Sei mai tornato nella grotta sulla Terra?-
-No. Quando la nostra tecnologia lo ha permesso ho fatto viaggi sulla Terra, ma la grotta che si trova là sembra essere scomparsa. Non è più come io la ricordavo e non l'ho più trovata. E i Terrestri non sono ancora pronti per accettarci apertamente. Lo so con certezza. Sono rimasti così immaturi. Non è l'ora. Non ci riconoscerebbero come fratelli, ma come nemici da sterminare.-
Zan stava rimuginando queste notizie incredibili. Si chiedeva se Tires avesse mai fatto parola di questa storia leggendaria prima di allora; si chiedeva come si fossero sentiti allora appena arrivati su Antar; si chiedeva se ci fosse ancora qualcosa che avesse una logica. Si chiedeva il perchè. Osservò anche lui il ciondolo e prese una decisione:-Ho capito. Myral mi ha detto di riunire i due ciondoli. Dobbiamo tornare sulla Terra e farlo.-
-Zan, non è così che funziona. Non troviamo più la grotta.-
-Myral me la indicherà-
-Zan, non possiamo affidarci a un tuo sogno-
-Non era un sogno, maledizione! Era REALTA'!-
-Ma Myral non è qua ora!- Vil esplose contro al fratello con tutta la sua paura. Tires aveva fatto loro un racconto incredibile, aveva dichiarato il loro mondo spacciato e ora il fratello non riconosceva più realtà e fantasia.
-Noi la possiamo chiamare.- aggiunse Tires.
Tutti lo guardarono maggiormente scioccati.
-Con le Pietre, che contengono le vostre energie, noi possiamo chiamarla. Myral ci ha comunicato la via di salvezza e noi dobbiamo poterla ascoltare.-
Zan ricordava l'immenso potere di quelle pietre. Esse contenevano la loro essenza, quella dei Quattro Reali.
-Anche se Antar per ora è spacciata, non vuole dire che non possa risorgere un giorno. Myral credo intendesse questo quando mi ha detto che dobbiamo cercarci e ritrovarci.- aggiunse con un'incrinatura nella voce che denotava malinconia.
-Cosa stiamo aspettando?- irruppe Rath.

*HOW TO DISAPPEAR COMPLETELY-RADIOHEAD*

Estratte da un antro le quattro Pietre trasparenti, Tires le diede una ciascuno nelle mani di Ava, Rath, Vil e Zan e disse loro di concentrarsi pensando a Myral. Xam, si allontanò da loro ma rimase ad osservarli. In seguito Tires fece bere dell'acqua ai quattro ragazzi, per renderli maggiormente uniti attraverso un elemento comune.
I ragazzi videro le quattro Pietre illuminarsi e rimanere sospese in aria, mentre Tires cantilenava un canto in una lingua simile alla loro, ma con delle differenze che la facevano apparire sconosciuta. Si preserò per mano e in quel momento emanarono una luce talmente forte da rimanere abbagliati per un istante. Quando ricominciarono a vedere, si accorsero che era comparsa una Quinta Pietra al centro del cerchio formato da loro. Zan la raccolse e osservò che era ancora illuminata. Era identica alle altre Quattro: un prisma irregolare di colore ambrato, trasparente. La passò a Tires che ebbe una visione ed esclamò:-Ora io so. Dobbiamo tornare sulla Terra nel modo che noi conosciamo, ma dovrete rinascere. Tutto qua finirà male, ma noi abbiamo ancora tutti una speranza: voi quattro. Voi quattro morirete e rinascerete. Rinascerete sulla Terra a tempo debito, in tempo per ritrovare Myral. Lei sarà là e voi la ritroverete. La sua essenza ritornerà in vita là. Zan, tu la ritroverai.-
-Sì, io la ritroverò.- Zan aveva il fuoco della luce della Quinta Pietra negli occhi. Myral era il loro Quinto Elemento, indispensabile, irrinunciabile. Lei era semplicemente lei. Il pensiero che sarebbe rinata in un pianeta sì gemello, ma sconosciuto, nel corpo di un'umana lo svegliò dal torpore. Lei lo avrebbe salvato ancora una volta. Era quello il loro profondo amore: si sarebbero salvati in tutti i modi possibili.
-Zan, lo sai cosa diceva un verso della profezia della vostra prova? "Un Re una volta caduto risorgerà e riporterà il suo Amore in Vita". Ricordalo. Per sempre. E' questo il segreto del successo della tua missione.-
-Lo ricorderò. Tires, la profezia della nostra vita... l'hai vista tu?-
-Sì. Come hai potuto conoscere oggi, io cerco da sempre un modo per risolvere il mistero della nostra origine. Purtroppo quello che vedo può essere preciso e inarrestabile o confuso e labile. Non posso conoscere tutto.-
-Tires un'ultima cosa... perchè questo pianeta si chiama Antar? Che significa?-
-Nella mia lingua natale... "Sogno".-


I ragazzi accettarono infine il loro destino con grande dignità. Non ebbero nemmeno più paura di morire. Sapevano che per tutti loro esisteva un riscatto, un'altra possibilità. Si strinsero in un legame ancora più profondo. Zan era già rinato, il pensiero di ricongiungersi da qualche parte con Myral lo aveva rinvigorito, e per la prima volta il destino non gli pareva così detestabile; Vil aveva superato il senso di colpa che provava per Kivar; Rath sentiva l'importanza della missione e si sentiva pienamente uno dei Quattro Reali, un essere speciale; Ava sentiva di aver finalmente scelto qualcosa nella sua vita, una scelta fondamentale.
La regina madre Zarah venne informata dai ragazzi e da Tires, e venne organizzato un piano per riportare in vita i Quattro Reali, l'unica speranza di Antar: una squadra formata da Tires, Xam, e altri due fedeli soldati di Rath avrebbero scortato sulla Terra, nel punto indicato a Tires nella sua visione, la navicella spaziale che trasportava i piccoli. Per ottenere i Quattro Reali, e mimetizzarli nel mondo terrestre, erano stati creati con manipolazioni genetiche di dna umano dei corpi somiglianti agli originali, ma con le caratteristiche umane: pelle rosata e non luminosa, per esempio. I protettori invece avrebbero potuto mutare la forma sulla Terra per adattarsi al mondo e mantenere la copertura.


Venne il giorno del doppio matrimonio.
Per la tensione, le due coppie di ragazzi non riuscirono nemmeno a parlarsi e dirsi addio. E' dura sapere di morire, anche se per una salvezza più grande. E' qualcosa di estremamente umano che è insito nelle nostre origini. Tra di loro bastarono comunque degli sguardi.
Zarah aveva salutato i Quattro Reali, con un lungo addio straziante. La regina si sentiva distrutta e si reggeva in piedi unicamente per la speranza.
Anche Larek era stato informato del loro piano. Salutò con un bacio intensissimo Ava, e giurò eterna fedeltà al Re Zan, anche dopo la loro partenza. Avrebbe diffuso nel popolo il mito dei Quattro Reali destinati al ritorno, per capeggiare una futura ribellione a Kivar.
Rimasti soli nella stanza del Palazzo, Vil e Rath si abbracciarono, non potendo in alcun modo salutare i propri amati ormai perduti Kivar e Astar. Zan e Ava invece si diedero la mano. E insieme si diressero nel salone.
All'inizio della cerimonia molti notarono l'assenza del Gran Sacerdote, ma la grande festa che era stata organizzata riuscì a distrarre il popolo al punto giusto. Tires si trovava a mettere a punto il piano di fuga con Xam.
Nel momento in cui la regina consorte Zarah stava per incoronare il principe Tristzan a Re di Antar, nella sala in cui si stava svolgendo la cerimonia che preludeva al matrimonio, irruppe Kivar, seguito da Astar e Nicholas, e da circa un terzo della popolazione antariana, che si muoveva come un gruppo di automi comandati da un maligno.
-Lunga vita al re Tristzan!!!- esclamò con fare prepotente e l'occhio azzurrò brillò alla luce dei due Soli malignamente.
-Kivar, forse crederai di farcela questa volta, ma è solo una battaglia…non ti lascerò mai la vittoria finale...io ti sconfiggerò alla fine!- esclamò Zan.
-Piccolo presuntuoso…la tua fine è oggi, senza quella ragazza tu non sei praticamente nulla…addio principino Zan- e detto ciò lanciò un raggio potentissimo contro Zan, che provò a fermare il tempo, ma che non riuscì a eseguire il suo potere... i poteri di tutti e quattro sembravano atrofizzati.
-Noooooooooooooo- Rath si tuffò, non riuscendo a sopportare di veder morire l'amico-fratello e ricevette il colpo prima dell'amico e fu una ferita mortale...
Astar osservò la scena con un ghigno beffardo, e Zan la guardò pieno d'odio: -Come hai mai potuto dire di amarlo?-
A lei si spense il sorriso dal volto e fu scossa da una enorme energia che si ribellava. La vera Astar faceva ritorno per un istante. Astar, l'aliena insediata, riprese possesso del corpo.
Zan si chinò nei pressi dell'amico -Rath…-
-Zan…lo sconfiggeremo, vai avanti...-
-Oh, ma che quadretto commovente…sto piangendo, quasi quasi mi serve un fazzoletto. Uomini coraggiosi che danno la vita l'uno per l'altro...sniff- Kivar continuava a ridere e a prenderli in giro.
Zan lo guardò con disprezzo, mentre l'amico spirò. Poi si voltò verso Kivar e lo sfidò con lo sguardo infuocato -Il nemico è amico... ma questa lo sai che non può essere la fine, te lo giuro!-
Intanto intorno solo guerriglia, tra gli antariani posseduti e gli antariani privi di poteri, che nonostante fossero in maggioranza stavano miseramente perdendo…
Vil non riuscì più a trattenersi:-Tu…io ti amavo…io ti amavo davvero...perchè?-
-Cara sciocca principessina, sarebbe andata diversamente se avessi acconsentito a sposarmi… quando mi sono reso conto di essere nel corpo di un uomo fidanzato con la principessa di questo pianeta che voglio sfruttare fino all'ultimo granello di sabbia, non mi sembrava vero... ti avrei manipolato, riducendo in prigionia tuo fratello, e spogliandolo dei suoi poteri, ma ti avrei salvato, usandoti, ovviamente, ma vi avrei risparmiato...ma tu hai voluto cambiare il futuro, e l'hai cambiato in peggio…la colpa è tutta tua, sareste rimasti tutti vivi, ora morirete tutti!!!-
E pronunciate queste parole, scaglio l'ennesimo raggio contro la parete del Palazzo in cui erano rimasti solo Zan, al capezzale dell'amico morto, poco più indietro la principessa Vilandra, e ancora più indietro Ava, impietrita.

*ZOMBIE-CRANBERRIES*

Zan si alzò di scatto e tento di usare i suoi poteri, scagliando un raggio in risposta…ma la sua forza era di molto minore a quella di Kivar…e il raggio arrivò a destinazione…Ava morì sul colpo con un grido lancinante…Zan e Vil ebbero il tempo a terra di scambiarsi le ultime parole...
-Zan, scusami per aver amato il nostro nemico...-
-Vil…non è colpa tua, lo sai…e noi tutti abbiamo un'altra possibilità…"Un Re una volta caduto risorgerà, e riporterà il suo Amore in Vita"...- e spirarono insieme.
Le ultime parole di Zan risuonarono nella mente di Kivar. Aveva realmente vinto?



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