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Tweak says, "Come inside...*leers*"

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Gloria ღ ([info]antar82) wrote,
@ 2008-03-21 21:36:00

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Entry tags:disclaimer: i got to be a stone wall, language: italian, roswell, roswell: fanfiction, roswell: michael/maria, songfic, title: i got to be a stone wall

Roswell // Fanfiction // I Got To Be A Stone Wall (M/M) // songfic

Disclaimer: Non possiedo nulla che riguardi Roswell-WB/UPN, i personaggi appartengono a Jason Katims e Melinda Metz. Li prendo in prestito solo un po' perchè li adoro. Categoria: Short-Song-Fic "One"-U2. M/M. Sono raccontati Michael's POV e Maria's POV. Durante la scena più intensa e commovente di tutta la storia tra M&M.



-Max, non appartengo a quel posto. Quello non è il mio posto, questo non è il mio posto, non c'è nessun posto per me.-

*Ed è così vero...non esiste niente che faccia per me...non so perchè sono qua, cosa sono...non c'è posto per me...nè in questo pianeta...nè nell'altro, che nemmeno so dove sia...*

Michael, Isabel e Max stavano avendo una discussione riguardo ai fatti accaduti con Hank. Michael si sentiva sperduto, e non sa cosa fare...nemmeno passare la serata con Iz e Max a casa Evans aveva cambiato qualcosa. Erano stati loro ad essere trovati dagli Evans nel deserto e adottati. Lui sarebbe stato sempre e solo "quello strano amico". Nel turbinio di emozioni che passava nella mente di Michael era riaffiorata l'antica invidia per quello che Max e Isabel avevano mentre lui non era riuscito a trovare: una famiglia, una famiglia che si prendesse cura di lui, e che gli volesse bene. Lui aveva Hank. Un ubriacone violento. Più di una volta aveva osservato da lontano gli Evans, sentendosi perseguitato da quello scherzo del destino che li aveva divisi appena usciti dalle celle di incubazione e gli aveva impedito di far parte anche lui di una vera famiglia. Gli mancavano le piccole cose, i piccoli gesti gentili di chi prova affetto verso qualcun altro. Ma più di ogni altra cosa gli mancavano i grandi gesti d'amore, e qualcuno che tenesse a lui. Qualcuno che lo capisse veramente, e che lo accettasse.

-Michael, noi capiamo perchè...- provò ad intervenire Isabel. Lei era preoccupatissima per l'amico-fratello. E aveva tentato di tutto per ritrovarlo ed aiutarlo. Già al momento della separazione da bambini aveva passato un lungo periodo a piangere, nonostante si trovasse bene con la sua nuova famiglia. Ma piangeva per la lontananza da Michael, qualcosa che sentiva fisicamente. E anche allora nemmeno Max le era stato di aiuto a superarla. Proprio come in quei giorni, in cui cercava di mediare tra i due per risolvere il grande problema. Isabel si stava convincendo che fosse impossibile aiutare Michael, anche se sentiva disperatamente il bisogno di farlo.
-No, non capite. Isabel, non puoi capire.
-Sappiamo che hai avuto una vita dura, nessuno sta dicendo di no. Ma, Dio, Michael, hai finalmente l'occasione di cambiarla. Ti potrebbe uccidere il chiedere aiuto, giusto una volta nella tua vita?-

*Ecco. Non riesce a capire che io non posso. Non posso assolutamente chiedere aiuto. Anche se ne ho bisogno, e nessuno me lo dà...*

-Sì, sai una cosa? Hai ragione.- Michael cominciò ad allontanarsi.
-Dove stai andando?- chiese Max.
-Non importa.- rispose, senza nemmeno voltarsi indietro.
-Michael, aspetta.- fu l'ultimo tentativo di Isabel, e poi scambiò uno sguardo sconsolato con Max, prima di vedere la figura di Michael sparire nell'oscurità.

***********************************************************

*Devo essere duro come una roccia. La vita mi ha insegnato questo. Mai piegarsi, mai spezzarsi. Niente debolezze. Niente regole. Niente lacrime.*

Michael continuò a camminare nella notte, e cominciò un temporale. Non aveva posto dove andare. Ma all'improvviso sentì quale fosse l'unico posto al quale lui veramente apparteneva.

***********************************************************

Maria stava pettinando i suoi capelli, dopo averli lavati, prima di coricarsi. Era vicino alla finestra. Era da poco iniziato un temporale. Sebbene da quando bambina odiasse i fulmini e i tuoni, gli stessi che c'erano la notte in cui aveva sentito il papà e la mamma litigare, e la mattina dopo lui se ne fosse andato, sentiva che quella notte era avvolgente, e si sentiva al sicuro lì, nella sua camera. Fino a che, durante quel momento di riflessione un'immagine si formò nella sua mente. Sempre la stessa.

*Michael. Michael. Michael. Cosa starai facendo ora? Dove sei? Non sai quanto mi manchi? Vorrei essere con te, ogni istante...vorrei saperti comprendere, vorrei esserti vicina...ma mi respingi...sempre...perchè, Michael, perchè???*

E girando il volto verso la finestra, sgranò gli occhi: Michael si trovava al di fuori, nella pioggia, fermo in piedi, e la stava guardando dalla finestra. Era come se il suo pensiero si fosse materializzato.

*Non è possibile...questa è sicuramente un'allucinazione, un'avvisaglia dei sogni che sto per avere quando mi addormenterò...non può essere. No. No. No.*

Provò a prendere qualcuna di quelle gocce che aveva consigliato anche a Liz, ma dato che l'allucinazione non sembrava voler sparire, ingoiò l'intero boccettino. Non funzionò.
Michael.
Era ancora là.
Si stava avvicinando alla finestra, sempre sotto la pioggia.
-Che cosa fai lì fuori? No, non puoi entrare. No. So perchè sei qui. Ok, so qual è il tuo piano, so cosa vuoi, ma non funzionerà stavolta, ok, non importa cosa dici. La mia risposta è no. No, no, no, no, no. - Maria gli rovesciò questo fiume di parole, senza interrompersi un attimo, per paura di cedere allo sguardo ferito e infinitamente triste che lui gli stava lanciando. Era uno sguardo assolutamente impossibile a cui resistere...infatti.

***********************************************************

Is it getting better
Or do you feel the same
Will it make it easier on you
Now you got someone to blame
You say
One love, one life
When it's one need in the night
It's one love we get to share it


Michael entrò nella stanza di Maria, completamente bagnato e tremante. Il volto rigato da gocce di pioggia mescolate a lacrime. Maria gli porse un asciugamano e cominciò a frizionargli i capelli, cercando di asciugarli.
-Dio, puoi prendere una polmonite. Qui, levati la maglia. Stai tremando.-

*Michael, mio Dio, che ti hanno fatto? Sembri così indifeso...*

It leaves you baby if you don't care for it
Did I disappoint you
Or leave a bad taste in your mouth
You act like you never had love
And you want me to go without
Well it's too late tonight
To drag the past out into the light
We're one, but we're not the same
We get to carry each other, carry each other
One


Maria accarezzò il suo viso, cancellando una lacrima dalle sue guance.

Have you come here for forgiveness?
Have you come to raise the dead?
Have you come here to play Jesus
To the lepers in your head?
Did I ask too much, more than a lot
You gave me nothing, now it's all I got
We're one, but we're not the same
We hurt each other then we do it again


*Maria, aiutami. Senza chiedermi niente, senza che io ti debba dire niente. Aiutami. Stringimi. Sii la mia famiglia.*

Maria si avvicinò al letto, accompagnando Michael con sè, e insieme vi si sdraiarono, prima lui, e lei su di lui, continuando ad accarezzarlo mentre piangeva.
-Vieni qui. Shh, è tutto ok. Non devi dirmi niente, è tutto a posto.-
Maria fece fatica a ricacciare indietro le lacrime, ma doveva essere forte. Non sapeva niente di quello che gli fosse successo, dell'inferno attraverso il quale lui era dovuto passare, ma non aveva bisogno di sapere niente.

*Michael, sei qui tremante, tra le mie braccia, mentre continui a singhiozzare...vorrei aiutarti, e l'unico modo che ho è questo...farti sentire tutto il mio amore...*

Michael continuò a piangere, mentre lei gli si accoccolò ancor più vicino, abbracciandolo più forte cercando di trasmettergli tutto il suo amore...

You say
Love is a temple,
Love a higher law
Love is a temple,
Love the higher law
You ask me to enter, but then you make me crawl
And I can't be holding on to what you got
When all you got is hurt
One love, one blood
One life, you got to do what you should
One life with each other
Sisters, brothers
One life, but we're not the same
We get to carry each other, carry each other
One.
One.


*Ottimo, Michael...dov'è finita la roccia? Dov'è ora? Sgretolata tra le braccia dell'unica persona che ti ami a questo mondo. All'unica che ti ami. Alla tua Maria. Maria. Maria. Ho bisogno di te, Maria, perchè ti amo. Io non appartengo a niente se non a te*

E lentamente, dopo mille carezze e lacrime silenziose, si addormentarono, finchè il sole del mattino e Amy DeLuca non li riportarono alla realtà.






The end




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Watched attentively
(Anonymous)
2008-10-13 08:57 am UTC (link)
Hello.
:) The natural photo of the new arrival, taken by Emma Tallulah's dad,
Bye.

(Reply to this)



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